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Le responsabilità del sindaco RENZI sui ritardi ATAF e traffico

L’ESSERE E L’APPARIRE
(ovvero un sindaco tutto chiacchiere – annunci -  e distintivo)
LA CAUSA DEI RITARDI DELL’ATAF E DEGLI INGORGHI IN CITTA’
 
“Piazza del Duomo verrà finalmente  “liberata” dal traffico!”.
L'annuncio fu dato, “urbi et orbi”, dal sindaco Renzi in una conferenza stampa a Roma nel settembre scorso.
A distanza di 3 mesi dal giorno della “liberazione” sarebbe molto opportuna e necessaria un'altra conferenza stampa in cui facesse un bilancio, serio e veritiero, dell'operazione – del suo “blitz” -.. Perchè in questo periodo è venuta alla luce l'effettiva consistenza di quell'annuncio.
IL “SALOTTO BUONISSIMO” E INTORNO L’INFERNO
Senza avere alle spalle un progetto credibile e fattibile di riorganizzazione delle linee degli autobus che transitavano per piazza Duomo, la pedonalizzazione dell'area in questione è ricaduta tutta sugli utenti del mezzo pubblico, che hanno visto allungarsi i percorsi, i periodi di permanenza sul bus, quelli di attesa alle fermate (anche 40 e 50 minuti).
 
Oltre ai disagi per le persone, vi è stata anche una conseguenza disastrosa per la lotta contro l'inquinamento, e cioè la scelta di una parte dell'utenza di tornare al mezzo privato, provocando una diminuzione delle entrate dell'ATAF, un aumento degli ingorghi, ulteriori pericoli per la salute della popolazione fiorentina.
 
Renzi forse credeva di avere a disposizione il Genio, non quello fiorentino (già consumato abbondantemente durante il suo precedente incarico di Presidente della Provincia), ma quello della Lampada di Aladino, che gli avrebbe risolto all'istante i molti problemi che il suo annuncio poneva.
Siccome di “genialità”, in tutta questa impresa, se n'è vista davvero poca, il Sindaco dall'annuncio facile ha pensato bene di individuare come responsabili dei tanti disagi gli autisti dell'ATAF, con la conseguente assicurazione che ci avrebbe pensato lui a metterli in riga.
Ma è il Sindaco il responsabile di questo disastro.
A questo punto, affinché disastro non si sommi a disastro, con effetti a catena, sarebbe logico ripartire con il piede giusto, elaborando, in modo partecipato, un vero progetto di riconversione delle linee, con un ampio utilizzo dei “bussini” elettrici nel centro (avendoli però davvero a disposizione i bussini necessari- ad ottobre non era così, sono stati comprati successivamente-, e non dovendo quindi sopprimere delle linee per farne altre – gettando così un po' di fumo negli occhi -, e pensando anche al personale necessario per farli camminare).
 
La pedonalizzazione del Duomo sarebbe allora il risultato ultimo di una serie di scelte progettuali e non avrebbe come conseguenza la penalizzazione del mezzo pubblico.
 
Ma possono logica, progettualità, partecipazione convivere con il populismo degli annunci a ripetizione, la svalutazione delle istanze democratiche, a partire dal Consiglio Comunale, l'improvvisazione facilona? Così anche la guerra “renziana” delle stazioni collegate al Sottoattraversamento per l'Alta Velocità – mentre nulla si diceva contro lo scempio che si compirà con il Sottoattraversamento stesso.
 
ASSOCIAZIONE X SINISTRA UNITA E PLURALE FIRENZE- RETE@SINISTRA
www.xsinistraunitaeplurale.it

 

RETE@SINISTRA

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martedì 26 gennaio presentazione libro Buen Vivir


BUEN VIVIR
Per una nuova democrazia della terra
Presentazione del libro di Giuseppe De Marzo

Firenze, martedì 26 gennaio, ore 18.00
La Feltrinelli Librerie, Via de’ Cerretani 30/32r

PARTECIPANO
Marcello Buiatti, ordinario di Genetica e Presidente della Fondazione
Toscana Sostenibile
Paolo Cacciari, giornalista
Maria Grazia Campus, Associazione per una Sinistra unita e plurale
Caterina Ferrari, Università di Firenze

SARÀ PRESENTE L’AUTORE


Il libro
Giuseppe De Marzo
BUEN VIVIR
Per una nuova democrazia della Terra
Prefazione di Adolfo Pérez Esquivel / Postfazione di Gianni Minà

L’umanità è immersa in una crisi inedita, le cui cause vanno indagate in
profondità. Cause complesse che mettono in luce l’insostenibilità politica e
sociale di un modello di sviluppo che ha dimostrato la sua inadeguatezza e
che pone domande forti, legate alla sopravvivenza stessa dell’uomo sul
pianeta. Concetti e strumenti come riformismo e rivoluzione non riescono
oggi ad affrontare e a risolvere problemi così complessi e interdipendenti.
La conseguenza è un altro enorme paradosso: vivere un tempo in cui vengono
poste domande forti ma le risposte appaiono estremamente deboli. Domande
come: esiste un’alternativa al modello capitalista? è realizzabile
migliorare la vita di miliardi di persone tenute ai margini? si può
coniugare l’economia con la difesa dell’ambiente? è possibile sperimentare
un nuovo patto sociale e ripensare le forme della rappresentanza? Dall’America
latina all’Asia, all’Africa, a molte comunità e territori del Nord del mondo
i conflitti ambientali e sociali hanno creato le condizioni per la
formazione di un campo nuovo. Una sociologia dell’assenza che a partire
dalla democrazia deliberativa e dalla responsabilizzazione collettiva lavora
alla costruzione di un nuovo paradigma di civiltà, fondato sul buen vivir e
su una relazione armoniosa con la natura. Educazione popolare, autogoverno,
orizzontalità, giustizia sociale, mutualismo, creatività e decolonizzazione
del potere sono gli strumenti e le pratiche che l’ecologismo dei poveri
utilizza per costruire una democrazia della Terra. Il protagonismo dei
movimenti indigeni, dei movimenti impegnati per la difesa dei beni comuni e
per i diritti di cittadinanza mette in luce la rottura del contratto sociale
e la necessità di ridefinirlo a partire dalle nuove condizioni poste dalle
crisi.

Giuseppe De Marzo, economista, attivista e portavoce dell’associazione «A
Sud».

L’Associazione A Sud è un'associazione italiana indipendente nata nel 2003
per affiancare i movimenti sociali e indigeni del Sud del mondo attraverso
la costruzione di ponti di comprensione, reciproco sostegno e solidarietà.
A Sud porta avanti in Italia ed in America Latina battaglie per la riforma e
la democratizzazione delle istituzioni finanziarie internazionali, per la
salvaguardia delle foreste e dei territori, per il riconoscimento del debito
ecologico del Nord verso il Sud del mondo, per la difesa dei beni comuni e
contro la privatizzazione dei serivizi basici, per un commercio
internazionale basato sulla solidarietà e la sostenibilità ambientale, per
la partecipazione democratica dei cittadini alle scelte politiche.

I GIORNALISTI INTERESSATI POSSONO RICHIEDERE UNA COPIA OMAGGIO PER
RECENSIONE

Info
Ufficio stampa Casa editrice Ediesse _Carla Pagani
Via di Porta Tiburtina 36 - 00185 Roma
tel. 06 44870286  cel. 338 1143059   ufficiostampa@ediesseonline.it
www.ediesseonline.it

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acquisti@ediesseonline.it

 

Sullo sgombero del campo Rom all'Osmannoro

La vicenda dello sgombero del campo Rom all'Osmannoro mette in
evidenza le drammatiche condizioni di vita di tante persone che
sopravvivono negli interstizi della nostra società del benessere:
famiglie che vivono senza acqua, senza luce, in condizioni igieniche
intollerabili. Si tratta in questo caso di cittadini rumeni, molti con
Carta di Identità della Repubblica Italiana.

QUALI DIRITTI VENGONO RICONOSCIUTI A QUESTI CITTADINI?

Lo sgombero, ordinato dalla Questura per rispettare i diritti della
proprietà è stato rapido ed efficiente: le famiglie non hanno neanche
avuto il tempo di recuperare le poche cose che avevano all'interno
delle loro baracche. Le baracche sono state rase al suolo lasciando
sul terreno due enormi mucchi di "spazzatura": assi, lamiere e tutti
gli oggetti che erano all'interno. Gli abitanti, uomini, donne,
bambini, anziani, si sono ritrovati a cielo aperto, su un piazzale
lungo la via Pratese, senza la possibilità di ripararsi dal freddo (in
questi giorni era anche prevista una diminuzione della temperatura!)
né di cucinarsi un pasto caldo. Persino gli oggetti, in un trasloco,
vengono trattati con più cura e più cautela!!!

Le istituzioni, che avrebbero dovuto provvedere a trovare soluzioni
alternative per accogliere e alloggiare queste persone, si sono
dimostrate completamente indifferenti: tutta la vicenda si è svolta in
loro assenza, nonostante i ripetuti appelli e le richieste di
intervento da parte di singoli e di associazioni che sono intervenuti
per dare sostegno agli sgomberati. E' grazie a questi interventi che è
stato possibile, dopo due notti passate all'aperto, trovare
un'accoglienza temporanea per tutti.

QUESTO COMPORTAMENTO NON E' SOLO INACCETTABILE MA E' AI LIMITI DELLA
LEGALITA', DAL MOMENTO CHE VENGONO CALPESTATI I PIU' ELEMENTARI
DIRITTI DELLA PERSONA!

INVITIAMO TUTTE LE FORZE POLITICHE, LE ASSOCIAZIONI, I SINGOLI
SOGGETTI A ESPRIMERSI CON FORZA E A INTRAPRENDERE AZIONI E INIZIATIVE
VOLTE A RISTABILIRE IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI.



Associazione per la Sinistra Unita e Plurale - Gruppo Pace e Inclusione

 

No alla cancellazione dei processi - Iniziativa unitaria per una giustizia efficiente e per il rispetto dei principi costituzionali

http://www.petizionionline.it/petizione/firenze-no-alla-cancellazione-dei-processi/364

No alla cancellazione dei processi - Iniziativa unitaria per una giustizia efficiente e per il rispetto dei principi costituzionali
 
A Firenze si reagisce al progetto del PDL di cancellare migliaia di processi penali, oltre ai due di Berlusconi: la strada scelta è la formazione di un ampio fronte per la democrazia e la giustizia efficiente e uguale per tutti, un percorso che prende forza e motivazione dalla grande manifestazione del No Berlusconi Day del 5 dicembre a Roma.
Un appello che riunisce donne e uomini della società civile, dell'associazionismo e delle forze politiche del centro-sinistra e della cultura.
 
Ci troviamo
giovedì 10 dicembre alle ore 18.00
davanti al Tribunale di Firenze in p.zza San Firenze
 
per formare una catena umana
che chieda una giustizia efficiente e uguale per tutti

Diciamo
no alla cancellazione dei processi,
no alle leggi ad personam,
no al processo breve.
 
Diciamo
si a una giustizia che funziona,
si alla tutela delle vittime,
si alla condanna dei colpevoli,
si a una giustizia che affronti l'emergenza delle carceri perchè la detenzione non sia disumana ma tuteli le/i detenute/i e sia realmente uno spazio di riabilitazione
  
 
Primi sottoscrittori:Claudio Armini, Luca Biagi Mozzoni, Lorenzo Bicchi, Leonardo Bieber, Maria Grazia Campus, Giulio Caselli, Francesca Chiavacci, Stefano Cristiano, Annaclaudia Franci, Jacopo Ghelli, Paul Ginsborg, Sandra Giorgetti, Chiara Giunti, Sara Lai. Jacopo Landi, Daniela Lastri, Alessandro Leoni, Neri Marcorè, Corrado Mauceri, Siliano Mollitti, Carlo Moscardini, Francesco Muratore, Cinzia Niccolai, Riccardo Pangallo, Francesco Pancho Pardi, Stefano Passigli, Roberto Passini, Alessia Petraglia, Massimiliano Righi, Mauro Romanelli, Simone Siliani, Anna Soldani, Paolo Solimeno, Sergio Staino, Massimo Torell

 

COMUNICATO STAMPA Un’opera (nemmen) da tre soldi [ovvero la guerra ai mendicanti]

 Associazione per la Sinistra Unita e Plurale- RETE@SINISTRA
COMUNICATO STAMPA
Un’opera (nemmen) da tre soldi [ovvero la guerra ai mendicanti]
 
E’ ricominciata la guerra ai “mendicanti” da parte dell’Amministrazione comunale. Per il decoro della città e la sicurezza della cittadinanza, si dice. Anzi, qualcuno pensa con queste misure di impedire che il razzismo si diffonda ulteriormente. Senza accorgersi che è proprio così che si alimenta quel senso comune di intolleranza e di ostilità verso i cosiddetti “diversi” su cui basano le loro fortune i leghisti ed i loro complici, oggi egemoni a livello governativo e nella società.
Forse sarebbe opportuno dare una ripassata al significato delle parole e degli atti che vi si collegano e si scoprirebbe:
che chi insulta un giocatore perchè nero è chiaramente razzista,
che quanti danno luogo alla caccia all’immigrato irregolare per festeggiare il Natale, all’insegna di un’interpetrazione da Ku Klux Klan del motto “White Christmas”, sono persone che hanno perso ogni dimensione umana (definibili quindi come “stronzi”, per usare il linguaggio “finiano”),
che il Sindaco che emana ordinanze contro i mendicanti è altrettanto chiaramente un amministratore che si comporta da  “sceriffo”, benchè lo neghi (in quanto privilegia le politiche repressive e securitarie a quelle sociali e inclusive che sarebbe suo compito promuovere).
Con l’ormai lungo elenco di provvedimenti assunti dalle amministrazioni locali, in modo assai fantasioso, e talvolta anche crudele (con Firenze spesso capofila in tal genere di operazioni), volti a colpire i lavavetri, i suonatori ed i venditori ambulanti, i giocolieri, i graffitari,  i mendicanti, chi si siede sui gradini delle chiese, chi stende i panni alle finestre – e la serie potrebbe proseguire –, si è avviato un giro vizioso (per cui ad ogni presunta sensazione di insicurezza nella popolazione e ad ogni presunto attentato al decoro si è risposto con una atto repressivo, che ha dato luogo ad ulteriori allarmismi e quindi ad altre misure securitarie). L’unico risultato concreto non è stato certo quello di rendere maggiormente sicure e vivibili le città, bensì, piuttosto, di fare da sponda, consapevolmente o meno, alle politiche razziste del Governo.
Anche per ciò che riguarda i mendicanti e le ragioni che hanno determinato l’ultima uscita di Palazzo Vecchio, va ribadito con forza che esistono già norme volte ad impedire azioni fastidiose ed offensive, da parte di chiunque. L’ordinanza in questione da un lato ha un effetto di annuncio – come tipico della Giunta Renzi -, dall’altro non fa altro che alimentare, come si riscontra in tutti provvedimenti di questa natura, l’intolleranza diffusa, che si respira nell’aria, che si coglie nei bar o viaggiando in autobus, che ha ormai superato il livello di guardia.  Intolleranza verso chiunque sia portatore di un modello di vita e/o di usi e costumi diversi da quelli votati al consumo e all'indifferenza, gli unici ritenuti "decorosi" dai nostri amministratori e da coloro che ci governano".
Facciamo appello a tutte e tutti coloro che avvertono i pericoli, per  la democrazia e per la civiltà, insiti nell’attuale situazione, a prendere posizione, ad esprimere il proprio no al razzismo, in qualunque forma si manifesti, a contrastare con decisione le azioni istituzionali che accrescono il clima intollerante esistente, a cominciare da quelle locali cosiddette “per il decoro e la sicurezza”. Perchè Firenze deve tornare ad essere “città operatrice di pace, nel segno della solidarietà e dell’accoglienza”, contribuendo così ad una svolta decisa negli orientamenti generali del Paese.
 Associazione per la Sinistra Unita e Plurale- RETE@SINISTRA
Sandra Carpilapi cell.3382708123 mail: sandra.carpilapi@unifi.it
Jacopo Landi cell. 3482539980 mail: jacopolandi@hotmail.com

 

NOBDAY- ROMA – sabato 5 dicembre PARTECIPAZIONE FIORENTINA ALLA MANIFESTAZIONE

PARTECIPAZIONE FIORENTINA ALLA MANIFESTAZIONE 
NOBDAY- ROMA – sabato 5  dicembre
organizzata dal COMITATO
NO BERLUSCONI DAY  
Il Link al blog della manifestazione http://www.noberlusconiday.org
 
Vengono organizzati pullman da Firenze per faciliatare la partecipazione al NOBday
 
L'organizzazione dei pullman è curata da: Associazione x Sinistra Unita e Plurale di Firenze, Comitato per la difesa della Costituzione di Firenze, Carovana per la Costituzione –SEMPRE e Libertà e Giustizia Toscana

 
Informazioni logistiche:
La partenza dei pullman è fissata per le ore 09:30 dal Saschall- ritorno previsto ore 24.

La manifestazione da p.za della Repubblica a p.za del Popolo prenderà inizio alle ore 14.
 
Costo: 18 €
 
per prenotazioni:
Andrea   338-1559006          fratomass@katamail.com

Marcella  333-6177954         mbresci@email.it
Annaclaudia  339-4973413   pippoli@interfree.it
Alessandro   335-7372411   toscana@libertaegiustizia.it

LE PRENOTAZIONI SI CONCLUDONO GIOVEDI’ 3 DICEMBRE

 

martedì 6 ottobre Assemblea dell'Associazione

MARTEDI' 6 OTTOBRE ALLE 21.15 AL CIRCOLO ARCI PORTE NUOVE, via delle Porte Nuove 33, Firenze 
con all'ordine del giorno:
-- situazione politica e discussione su processi nazionali a sinistra
- manifestazione nazionale antirazzista 17 ottobre

Cari e care
L'ultimo Comitato operativo è stato molto importante per l'Associazione. I temi sono stati tanti e tanti gli interventi con toni di grande rispetto nonostante la discussione fosse estremamente seria, perchè si trattava d'indicare una possibile nuova rotta dell'Associazione. All'ASSEMBLEA MARTEDI' 6 OTTOBRE ALLE 21.15 A PORTE NUOVE continueremo la discussione.
Abbiamo ribadito che Il nostro ruolo cittadino, nel deserto in cui è precipitata la sinistra a Firenze annichilita dal Sindaco piglia tutto, dovrà essere attivo come è stato fin ora, una funzione concreta come per l'organizzazione delle manifestazioni nazionali del 3 ottobre a Roma per la libertà d'espressione e quella antirazzista del 17 sempre a Roma. Un ruolo che come abbiamo ribadito unanimemente ieri sera è di difesa della democrazia che in questo paese è ad ogni livello sotto attacco come non mai, perchè di questo si tratta, la difesa di spazi liberi, di vita, di ossigeno civile sempre più carente in una società permeata d'indifferenza. E in questo senso rinnoviamo l'invito (allego un nostro appello) a tutta la sinistra fiorentina a incontrarci in uno spazio libero di proposta, una proposta che vada a inserirsi nei luoghi che il populismo del sindaco non pratica e lascia scoperti, uno spazio per ritrovare una massa critica che in città si è persa, speriamo non irrimedabilmente, per errori di tutti
Nazionalmente la discussione è, se possibile, ancora più complessa, alcuni di noi si sono impegnati nell’elaborazione della nuova proposta nata a Perugia, proposta già circolata in lista, e che parte dal presupposto che non esistono solo le due sinistre residuali e plurisconfitte, ma che ci sono tante realtà, tante associazioni, tante compagne e compagni che in giro per l'Italia hanno altre idee capaci di essere praticate razionalmente se messe a rete. Persone e associazioni che non pensano si possa tornare ad essere credibili e vincenti a sinistra ripartendo dal quadro che ci hanno consegnato le elezioni europee.

Personalmente, come ho già affermato nel C.O. trovo quella proposta condivisibile nell’analisi e densa di spunti utili al rinnovamento della politica che abbiamo sempre auspicato e che forse è giusto tentare in prima persona di attuare, insieme a chi ne condivide il senso profondo.
Sia chiaro che non ci sono ragioni certe, che non ci sono compagni e compagne che sono nel torto o nella ragione, anzi sono da rispettare tutti coloro che dalla base s'impegnano per i percorsi in cui credono. Anche noi siamo tra questi, abbiamo intravisto una strada che ci sembra percorribile nella quale pensiamo sia possibile spenderci, non sappiamo come andrà, ma crediamo al momento possa essere la via per noi. Questo percorso vorremo sottoporre all'attenzione dell'Assemblea. E’ un momento importante che è giusto sia partecipato nella maniera più libera possibile, e che contenga le emozioni e le riflessioni  e i contributi di tutti. Per questo spero ci sia davvero una larga partecipazione all’ASSEMBLEA che si svolgerà MARTEDI' 6 OTTOBRE ALLE 21.15 A PORTE NUOVE.
 
Jacopo Landi


 

Manifestazione 3 ottobre a Roma- per la libertà di stampa e con i precari della scuola

Sono 5 i pullman organizzati da Firenze da Associazione x Sinistra Unita e Plurale di Firenze, Comitato per la difesa della Costituzione di Firenze, Carovana per la Costituzione - SEMPRE e PRC.
Questi pullman vanno ad aggiungersi al gran numero di pullman organizzati da Firenze dagli altri soggetti che hanno sostenuto la manifestazione.
Pensiamo che questo rappresenti un contributo significativo alla presenza di cittadini fiorentini alla Manifestazione.
Segnaliamo, con particolare soddisfazione, che partirà con noi il CIPì, coordinamento precari della scuola.

 

TRA GLI ENIGMI DELLA SINISTRA- una serata insieme Giovedì 17 settembre‏

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TRA GLI ENIGMI DELLA SINISTRA
Proposte per uscire dalla crisi ... in verticale, non in orizzontale!
 
Serata di autofinanziamento con buffet, enigmi, musica, proposte concrete per uscire dalla crisi

Giovedì 17 settembre ’09
Casa del popolo via Maccari
dalle Ore 19.00
 
oltre la cena a buffet...
•    “Giocare a sinistra per non giocarci la sinistra” con Angelo Mastrandrea  della direzione de Il manifesto e "responsabile" della Sinistra enigmistica
•    “Le 15 proposte per affrontare la crisi economica " di e con esponenti di Sbilanciamoci
•    la manifestazione di Sabato 19 a Roma in difesa della libertà di stampa – intervento di Marzio Fatucchi della Federazione Nazionale della Stampa

Quota Base per la cena
(chi può e vuole è libero di strafare!)
Adulti 18 euro
Ragazzi/Studenti 10 euro
Per prenotarsi inviare e.mail a
jacopolandi@hotmail.it   o  sandra.carpilapi@unifi.it

 

PARTECIPAZIONE FIORENTINA ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA DI SABATO 19 SETTEMBRE PER LA LIBERTA' DI INFORMAZIONE

PARTECIPAZIONE FIORENTINA ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA DI SABATO 19 SETTEMBRE PER LA LIBERTA' DI INFORMAZIONE

ORGANIZZATA DALLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA

 

Vengono organizzati pullman da Firenze per faciliatare la partecipazione alla Manifestazione di sabato 19 a Roma.

L'organizzazione dei pullman è curata da Associazione x Sinistra Unita e Plurale di Firenze, Comitato per la difesa della Costituzione di Firenze e Carovana per la Costituzione - SEMPRE.

 

Il Link al blog della manifestazione http://fnsi-libera-informazione.blogspot.com/

 

Informazioni logistiche:

La partenza dei pullman è fissata per le ore 10.30 dal Saschall- ritorno previsto ore 24. La manifestazione in Piazza del Popolo prenderà inizio alle ore 16.

 

Costi:

Euro 20 adulti

Euro 15 studenti e disoccupati

 

Prenotazioni:

Gianfranco 339-3563045    info@xsinistaunitaeplurale.it

Marcella 333-6177954    mbresci@email.it

Annaclaudia 339.4973413 pippoli@interfree.it

 

LE PRENOTAZIONI SI CONCLUDONO GIOVEDì 17 SETTEMBRE

 

QUESTIONARIO- Traccia per una con-ricerca a sinistra (estate 2009)

Questionario da compilare on-line

QUESTIONARIO- Traccia per una con-ricerca a sinistra (estate 2009)

 

La sinistra è in crisi. Ha perso consensi, rappresentanza sociale, influenza politica e culturale. Cresce il numero delle persone che, deluse e scoraggiate, si disimpegnano dalla politica attiva. Ma si affacciano anche nuovi progetti e nei territori si fanno nuove esperienze.

Dunque, una crisi vera e dura, che però non produce solo abbandono e rassegnazione e che, proprio per questo, può essere contrastata.

L’Associazione x una sinistra unita e plurale di Firenze è un’associazione di donne e uomini iscritte/i o no ai partiti, impegnate per l’unità e per un radicale rinnovamento della sinistra.

Nel promuovere questa indagine ci proponiamo di rendere un servizio a tutte le componenti della sinistra, di partito, di movimento, culturali. Conoscere in modo approfondito giudizi, sentimenti, aspirazioni di coloro che si collocano nel campo della sinistra è forse il modo migliore per iniziare un nuovo discorso.

 

Per compilarlo online

 

Sollicciano: una parte della città abbatte i silenzi ed è solidale con i detenuti in lotta e le loro famiglie

Comunità dell’Isolotto, Ass.ne Pantagruel, Gruppo carcere Le Piagge, Ass.ne Fuori Binario, Ass.ne L’Aurora, Movimento di Lotta per la casa, Ass.ne Liberarsi, Perunaltracittà, Ass.ne per la sinistra unita e plurale, - Firenze, 21 agosto 2009

                         Sollicciano: una parte della città abbatte i silenzi

                       ed è solidale con i detenuti in lotta e le loro famiglie

Le proteste dei detenuti del carcere di Sollicciano hanno ricordato a tutti, alle forze politiche e ai cittadini di Firenze, che con i soldi delle nostre tasse e in violazione palese dell’art. 27 della Costituzione, cittadini come noi, più della metà dei quali in attesa di giudizio, vengono costretti in condizioni disumane.

La popolazione carceraria, composta ormai per il 70% da detenuti extracomunitari e da molti  tossicodipendenti, è da molti anni rassegnata, poco politicizzata e si tiene lontana dalle proteste. La mobilitazione iniziata il 18 agosto e tuttora in corso è il segno che ogni limite è stato superato: per ammissione della stessa direzione del carcere le proteste sono state originate da richieste legate alla mera sopravvivenza: proteste contro il pane ammuffito, per poter fare la doccia la domenica, per poter accedere più spesso al campo sportivo, avere materassi decenti, poter contattare telefonicamente i propri familiari.

Si tratta di condizioni minime di sopravvivenza per persone che sono costrette nelle celle 22 ore al giorno, alimentate (a Sollicciano) al costo giornaliero di 1,53 euro, ristrette in condizioni che la Corte di Giustizia europea ha definito, nella recente sentenza sul caso del detenuto bosniaco che ha scontato la sua pena per 18 ore al giorno in uno spazio inferiore ai 3 metri, come “trattamenti inumani e degradanti”. Questa situazione dovrebbe far riflettere la politica e tutti noi sul senso dell’istituzione carcere: che rapporto potranno avere in futuro con la società persone che, affidate alla responsabilità dello Stato, sono costrette a vivere in condizioni di questo tipo? Quante possibilità ci sono che non tornino a delinquere?

Ricordiamo ancora che il carcere fiorentino è stato costruito per 460 persone e che ora ne ospita più del doppio, ammassate in 3/4 nelle celle singole, in 9 nelle celle da tre posti, con pochi educatori e scarso accesso al lavoro e ad altre attività. A Sollicciano ci sono stati molti suicidi e diversi detenuti sono morti  per i ritardi nell'assistenza sanitaria o in circostanze non chiarite. Qui spesso l'autolesionismo è l'unico mezzo, per i detenuti, per affermare la propria esistenza; sono stati frequenti i pestaggi sistematici, regna la violenza ed è massiccio l’uso di psicofarmaci.

Nei giorni scorsi, nell'ambito dell'iniziativa "Ferragosto in carcere", molti parlamentari e consiglieri regionali hanno visto direttamente la situazione vergognosa nella quale sono tenute nelle carceri italiane oltre 65.000 persone. Per essere conseguenti ora dovrebbero smettere di usare la "sicurezza" come uno strumento di propaganda politica; dovrebbero abolire la legge Bossi-Fini, la legge Fini-Giovanardi, la ex-Cirielli e la recente legge Maroni, che contribuirà a far affluire inutilmente gente nelle galere aggravando il sovraffollamento. Dovrebbero fermare l'inutile spreco di soldi e la speculazione del "piano carceri", puntando invece sulle misure alternative alla detenzione (le sole che evitano le recidive), sulle politiche sociali, sull'immediata abolizione degli OPG e delle carceri minorili.

Sosteniamo le richieste dei detenuti e ci  impegniamo a riportare l'attenzione sulla questione carcere, coinvolgendo la città in una questione sociale che Firenze deve vivere come prioritaria perché tocca i diritti umani fondamentali delle persone detenute e i diritti sociali di ognuno di noi.

Comunità dell’Isolotto, Ass.ne Pantagruel, Gruppo carcere Le Piagge, Ass.ne Fuori Binario, Ass.ne L’Aurora, Movimento di Lotta per la casa, Ass.ne Liberarsi, Perunaltracittà, Ass.ne per la sinistra unita e plurale,      -                 Firenze, 21 agosto 2009

 

Solidarietà ad Eros Cruccolini, in ossequio ai principi della Costituzione"

31 luglio 2009
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ad Eros Cruccolini per gli indegni attacchi che ha subito da parte del Presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani e dei consiglieri di centro-destra suoi corifei.
E' del tutto irragionevole che Giani e soci pretendano con arroganza l'applicazione di una legge non ancora entrata in vigore.
Ma il punto centrale è che il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, al cui interno vi è il divieto di sposare i migranti privi di permesso di soggiorno (e che sarà legge a tutti gli effetti a partire dall'8 agosto), risulta un provvedimento in contrasto con i principi della Costituzione e con i diritti della persona affermati a livello internazionale.
Perciò ha suscitato critiche, perplessità, riserve in Italia, in Europa, in sede ONU.
Nel caso in questione, è per noi evidente che il diritto di due persone a sposarsi ed a veder riconosciuta la loro unione prevale su ogni altra considerazione.
Non solo, quindi, è giusto quello che ha fatto Cruccolini, e continuerà ad esserlo anche dopo l'8 agosto, ma risulta doveroso compiere atti del genere per chiunque non voglia essere complice di norme razziste e contrarie ad elementari principi di civiltà.
Qualcuno ha parlato al riguardo di necessarie forme di “disubbidienza civile”.
Noi pensiamo che si tratti di semplici atti di ubbidienza. Alla Costituzione ed alla coscienza civile.
Il prestigio di Palazzo Vecchio, e delle sue sale – siano esse il Salone dei Dugento o quello dei Cinquecento, la Sala Rossa o quella di Clemente 7° -, non sta certo nell'adeguarsi a norme razziste, come pensa l'ineffabile Giani, ma nel fatto che sono teatro di eventi volti a far sviluppare la democrazia, la giustizia, l'incontro fra i popoli (com'è avvenuto quando hanno ospitato i “colloqui mediterranei” promossi da Giorgio La Pira negli anni 50 o la Convenzione Antirazzista del 1989).
Invitiamo, infine, il Sindaco, la Giunta, il Consiglio comunale ad esprimere la propria netta volontà di impegnarsi per contrastare la deriva razzista, di cui il “pacchetto sicurezza” è espressione.

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.IT
Jacopo Landi cell. 3482539980 mail: jacopolandi@hotmail.com
Sandra Carpi Lapi cell.3382708123 mail: sandra.carpilapi@unifi.it

 

Assemblea 7 luglio 2009

L'assemblea si tiene martedì 7 luglio 2009 al
parco dell'anconella

Si inizia alle 18...
abbiamo previsto un buffet per cena, si riprende al volo fino alle 24, sotto gli alberi del parco

 

tradotto il Contratto per l'Europa di EuropeEcologie-Francia

 

Laboratorio per Firenze- alcune idee per la città- giovedì 28 maggio

Alcune idee per la città.
Un confronto sulle proposte del Laboratorio per Firenze,
promosso dall'Associazione per la Sinista Unita e Plurale  
 
Giovedì 28 maggio ore 21,15
SMS di Rifredi- Via Vittorio Emanuele 303
 
Partecipano
 
Alessandro Margara, presidente della Fondazione Michelucci
Alfredo Zuppiroli, presidente della Commissione regionale di Bioetica

 

costituito il comitato fiorentino per " fallimento del referendum elettorale del 21 giugno 2009"

per altre adesioni e per contattarci: e-mail: fallimentoreferendumelettorale@gmail.com

PER UNA VERA RIFORMA ELETTORALE

IL 21 GIUGNO NON VOTARE AL REFERENDUM

 

Il 21 giugno siamo chiamati a votare per il referendum sulla legge elettorale.

 

Il testo di legge risultante dall’eventuale vittoria del referendum produrrebbe effetti peggiorativi della già pessima legge elettorale vigente (che il suo inventore Calderoli definì “una porcata”).

Quella legge va cambiata, ma nel senso opposto a quello proposto dal referendum.

La stampa e i due maggiori partiti (PDL e PD) stanno propagando false motivazioni a sostegno del SI, ma l’approvazione della proposta referendaria non farebbe che amplificare i già gravi tratti anti-democratici della legge attuale:

 

  • il 55 per cento dei seggi della Camera dei Deputati , invece che alla coalizione vincente , verrebbe assegnato alla lista che prende anche un solo voto in più delle altre, indipendentemente dalla percentuale di voti realmente raccolti.

Peggio della legge Acerbo che nel 1923, per favorire Mussolini, fissava al 25% la soglia minima dei consensi per ottenere la maggioranza dei seggi in Parlamento.

  • verrebbe eliminata la possibilità di candidature multiple (cioè la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni), ma rimarrebbero le liste bloccate: quindi non si intacca il monopolio delle segreterie di partito sulla selezione dei candidati e non si restituisce ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
  • al Senato si mantiene il premio di maggioranza a livello regionale,  non garantendo la costituzione di una maggioranza omogenea in entrambi i rami del parlamento

 

Non modernità, ma emergenza democratica: l’obiettivo di questo referendum è un bipartitismo approssimativo e affrettato, imposto per legge, che consegnerebbe il potere a vita a Berlusconi, dando al Pd l’illusione di poter governare, un lontano domani, con la stessa maggioranza blindata.

 

Visto l’impegno dei 2 maggiori partiti e di tutti i media, l’unica risposta possibile è quella di impedire che si raggiunga il quorum del 50 per cento necessario perché il referendum abbia validità.

Per fare questo è importante non andare a votare o rifiutare le schede dei quesiti referendari, nel caso in cui l'elettrice/elettore sia chiamato a votare al ballottaggio delle amministrative. La possibilità del non voto è prevista dall’art. 75 della Costituzione ed è una scelta responsabile.

 

Con un tuo voto contrario o con le schede bianche contribuisci invece al raggiungimento del quorum.

 

  • Votare NO significa dichiararsi a favore della legge attuale.
  • Votare SI significa modificare la legge attuale, ma in senso più anti-democratico. 
  • NON ANDARE A VOTARE O RIFIUTARE LA SCHEDA REFERENDARIA, contribuendo al mancato raggiungimento del QUORUM, significa volere un’altra legge elettorale.

 

Se voti fai felice Berlusconi.

 

Il 21 giugno NON VOTARE AL REFERENDUM

 

Comitato fiorentino per il fallimento del

Referendum elettorale del 21 giugno 2009

 

 

Associazione Il Filo Rosso, Associazione x la Sinistra Unita e plurale di Firenze, Associazione "La Sinistra" per Firenze, Associazione La Sinistra Scandicci, Comitato per la Scuola della Repubblica, Carovana per la Costituzione, Comitato per la Difesa della Costituzione, Giuristi Democratici- sezione fiorentina, Liberacittadinanza, Pdci, PerUnaltracittà, PMLI, PRC, Sinistra per la Costituzione, Spini per Firenze, Verdi. 

 

 

mercoledì 27 maggio presidio per una legge regionale sull'immigrazione

Mercoledì 27 maggio
ore 11
presidio al Consiglio Regionale, via Cavour 2,
per l'approvazione della legge regionale sull'immigrazione
contro l'ostruzionismo del PDL

 

VENERDì 8 MAGGIO 17.15 alle PORTE NUOVE 33 costituzione del "Comitato fiorentino per il NON VOTO al Referendum Gazzetta".

Firenze, circolo arci in via PORTE NUOVE 33

Ai soggetti politici e sociali attivi a Firenze:
partiti, liste elettorali, associazioni, movimenti, comitati, organizzazioni sindacali

  

Sul voto del Referendum Guzzetta-Segni si è in questi giorni ampiamente  esercitata la demagogia politico-mediatica  strumentalmente legata ai risparmi pro terremotati. Berlusconi ha dovuto cedere alla Lega rinunciando all'accorpamento con il primo turno delle amministrative e delle europee, e questo certo diminuisce la probabilità di raggiungimento del quorum che avrebbe comportato una prevedibile vittoria del Sì, ma l’associazione con i ballottaggi il 21 giugno non ne elimina del tutto il rischio. A favore dei quesiti referendari sono infatti schierate le due maggiori forze politiche di governo e di opposizione – PDL e PD – e tutti i principali mezzi d’informazione; all’opposizione troviamo, in Parlamento, soltanto la Lega e l’UDC, mentre la frammentata sinistra è ormai extraparlamentare. Quindi ci proveranno, a far passare questo pericolosissimo ulteriore strumento di degrado della democrazia parlamentare cosi come e' prevista e concepita in Costituzione, di fatto "violentando" l'impalcatura stessa e lo spirito della Carta costituzionale. 

Il referendum mira infatti ad introdurre un premio di maggioranza alla "lista" (e non più alla coalizione) che risulti vittoriosa, quindi in Parlamento avrebbe la maggioranza assoluta un partito che nel Paese ha la maggioranza relativa, anche molto bassa. Tale premio avrebbe caratteristiche ben peggiori di quello che venne tentato nel 1953 dalla "legge truffa": allora De Gasperi avrebbe ottenuto sì il 65% dei seggi, ma solo se avesse superato il 50% dei voti; il referendum di Guzzetta e compagni è invece simile alla legge Acerbo-Mussolini del 1923 che attribuiva il 66% dei seggi a chi avesse avuto la maggioranza relativa dei voti; la soglia minima era solo il 25%, nella "Guzzetta", addirittura, non è prevista affatto.

Si vuole cioè trasformare il bipolarismo in bipartitismo, altrettanto coatto. L'intento evidente è quello dell'omologazione dei due schieramenti che competono, con la riduzione delle forze minori a satelliti ininfluenti delle due maggiori. Combinando inoltre «voto utile» e «soglie», si ottiene la liquidazione definitiva, per via istituzionale, di ogni percepibile futura rappresentanza parlamentare per le forze dell'alternativa di sinistra, e più in generale di ogni forma di pluralismo, mortificando così il diritto di tutti i cittadini di scegliere  liberamente il partito per partecipare alla determinazione della politica nazionale (art. 49).   È vera emergenza democratica.

La modifica così ottenuta farebbe rientrare dalla finestra quel principio estraneo alla nostra Costituzione che è stato respinto dalla porta del referendum costituzionale nel giugno 2006: cioè  la determinazione del governo da parte degli elettori, mentre la Carta delinea un sistema in cui al Parlamento vanno le funzioni di rappresentante del popolo e di formazione della maggioranza che, nel dialogo col Presidente della Repubblica, individua il Presidente del Consiglio, dà la fiducia al Governo e lo sostiene.

Tutti gli altri aspetti deprecabili della legge Calderoli resterebbero in vigore:

- le liste bloccate di candidati scelti dalle segreterie dei partiti senza alcuna partecipazione popolare;

- il premio per il Senato attribuito per regione, quindi legato alle vicende delle varie regioni e possibili maggioranze al Senato addirittura diverse da quelle della Camera;

- l'ampiezza delle circoscrizioni, con lunghe liste di candidati del tutto estranei al territorio.

L’unico effetto positivo starebbe nell’impedire le candidature multiple dei "vip", il quesito va su scheda a parte, ma è talmente negativo l’effetto sulla rappresentatività democratica di tutto il resto che questo ci appare ben magro compenso, un misero specchietto per le allodole.

Questo Referendum non deve passare, e tutte le forze sociali e politiche che tengono alla vitalità della democrazia, che sono impegnate nella difesa e nell’attuazione dei principi costituzionali dell’uguaglianza del voto (art. 48 Cost.) e del diritto di tutti i cittadini ad associarsi liberamente in partiti politici per concorrere a determinare la politica nazionale (art. 49 Cost.), pensiamo che debbano organizzarsi e mobilitarsi per farlo fallire, affiancando ed includendo questo impegno nella propria campagna elettorale. Nel nostro territorio e nella nostra regione,  dove sono probabili diversi ballottaggi il 21 giugno, a cominciare da Firenze, questo compito deve e può essere svolto efficacemente, nelle forme e sui contenuti che insieme vi proponiamo di individuare.

Vi invitiamo perciò a partecipare a una prima riunione per la formazione del Comitato fiorentino per il NON VOTO al Referendum Gazzetta, proponendovi d’incontrarci  VENERDì 8 MAGGIO  alle ore 17,15 in VIA DELLE PORTE NUOVE 33. 

L’Associazione per la Sinistra Unita e Plurale di Firenze

 

Terremoto in Abruzzo- iniziativa martedì 28 aprile

Terremoto in Abruzzo Un disastro ‘naturale’ o un disastro istituzionale? Le priorità del territorio Martedì 28 Aprile ore 21,15- Firenze Giardino dei ciliegi - Via dell'Agnolo, 5

Terremoto in Abruzzo
Un disastro ‘naturale’ o un disastro istituzionale?
Le priorità del territorio
 
Martedì 28 Aprile ore 21,15- Firenze
Giardino dei ciliegi - Via dell'Agnolo, 5
 
Partecipano:
Dimitrij Palagi - volontorio Brigate solidarietà attiva *campo di Tempera
Giulia Spalla- volontaria psicologa *campo di ONNA
Francesco Indovina - urbanista
Giancarlo Paba- urbanista
Raffaele Palumbo- inviato in Abruzzo di Popolare network
Stefano Tanini- Genio Civile Firenze
 
 
 
Associazione X una Sinistra Unita e Plurale Firenze
www.xsinistraunitaeplurale.it

 

laboratorio per Firenze- documento del gruppo di lavoro Territorio

 

Assemblea giovedì 16 aprile 2009

l'assemblea è fissata per giovedì 16 ore 21 al circolo ARCI il Campino, in via caccini.

l'assemblea è fissata per giovedì 16 ore 21 al circolo ARCI il Campino, in via caccini.
 
Odg:
- prossime iniziative
- discussione situazione fiorentina
 
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L'assemblea che facciamo giovedì 16 al Campino è la prima dopo la conclusione non proprio entusiasmante del "tavolo" per le elezioni amministrative fiorentine. Penso che sarà naturale fare il punto della situazione, dire quello che c'è da dire sul nostro ruolo e sulle scelte che sono state operate dai diversi soggetti, interni o esterni alla s.u.p.. Ma non credo che dovremmo dedicare troppo tempo alla discussione su responsabilità, comportamenti, nomi o liste; e non per lo snobismo intellettuale di chi vuole sempre giudicare dall'alto, tirandosi fuori dalle questioni delicate di partito o di schieramento. Quelle questioni esistono, soprattutto se si è nati per unire e rinnovare la sinistra in Italia. E tuttavia penso che quello di cui abbiamo bisogno adesso è soprattutto - già da questo giovedì - tentare di ripartire con la riflessione e l'iniziativa sui problemi della città e della sinistra. In questa Italia terremotata da tutte le parti, a cui viene proposto di aggrapparsi al grande padre dei poveri e degli sfortunati - e pazienza se ci si sporcano le mani di fard - se noi non esistiamo come qualcosa di radicalmente altro, ma allo stesso tempo capace di dare senso identità e speranza, non ci resterà che raccontare barzellette su Berlusconi per i prossimi dieci anni.
Abbiamo provato come s.u.p. a svolgere un certo ruolo in queste elezioni fiorentine ed è andata come è andata. Se ci può consolare, forse poteva andare anche peggio: meno dialogo, più incomprensioni frammentazione e rancori vari. Forse. Io credo che in ogni caso non dobbiamo dimenticare  che il disastro nasce altrove: più al fondo, nella frammentazione sociale, nella solitudine politica di un sacco di gente che non sa più chi è, anche quando sa ancora abbastanza bene chi non è - "ciò che non siamo, ciò che non vogliamo" eccetera. Dovremmo sempre scommettere sul fatto che non tutta Firenze, non tutta l'Italia abbia consumato la deriva populistica-servile-spettacolare che appare da Vespa o a Matrix (mai titolo di programma fu più adatto). E per questa altra città dovremmo provare a offrire spazi, iniziative, luoghi di confronto.
Già sabato 18 c'è la giornata antirazzista che si può cercare di animare di vita alternativa; e poi ci sono le questioni legate all'urbanistica e al piano-casa di Berlusconi; il tema della laicità, con il laboratorio che è nato a Firenze dopo l'iniziativa promossa da rifondazione (ma non solo) e la consulta che è sorta a livello più istituzionale. Su questi temi possiamo riprendere anche il confronto con le forze politiche impegnate in campagna elettorale, essere presenti in un modo che non è quello del banale schieramento (per noi, peraltro, complicato visto che siamo davvero al nostro interno plurali, per fortuna). Ma poi possiamo anche tentare di creare dei luoghi dove la discussione e l'agire politico inventino qualcosa d'altro rispetto alle forme tradizionali del dibattito: riprendere quel discorso sulle pratiche diverse di partecipazione - in piccoli gruppi, con modalità ravvicinate e più inclusive di intervento e ascolto - di cui abbiamo parlato più volte e che poi abbiamo un po' abbandonato, presi da altro. Possiamo dare così anche un nostro contributo alla città antiRenzi e antiGalli. E allo stesso tempo mantenere aperti i ponti per una riflessione dell'intera sinistra su stessa e sul mondo, ponti che è bene malgrado tutto non si chiudano. Sempre ovviamente che la sinistra abbia ancora qualcosa da dire sul mondo e non solo inseguire il berlusconismo o le nostalgie del tempo perduto.
Io continuo a pensare che se non riusciamo a dare voce ai tanti soggetti che non ce l'hanno (ragazze e ragazzi soprattutto), pur avendo un sacco di cose da dire e da fare - non c'è tanta speranza per noi. Non credo che dai vecchi protagonisti di un sacco di disastri - e noi facciamo parte del gruppo, anche se un po' fuori coro - possano venire grandi soluzioni. E' già molto se ci poniamo il problema. E cerchiamo ancora...

un abbraccio,
andrea ( Bagni)

 

Le barbarie del "pacchetto sicurezza"- siamo con Kante Kadiatou

Comunicato del 3 aprile 2009

 

Comunicato stampa: Le barbarie del "pacchetto sicurezza"- siamo con Kante Kadiatou

Si temeva che succedesse ed è successo. Kante Kadiatou, 24 anni, fugge dalla Costa d'Avorio con una storia orribile alle spalle: il marito ucciso, lei sequestrata e seviziata. Arriva in Italia, chiede subito asilo politico, le viene rifiutato. Riprova. Intanto le scade il permesso di soggiorno. È incinta. Partorisce in un ospedale di Napoli.

È una clandestina? Ma di che. Tutti sanno chi è, dove vive, che lavoro fa il suo compagno. Però sono complicate le sue carte, anche se non ne manca nessuna. Arrivano i carabinieri all'ospedale chiamati da qualcuno più realista del re, zelante servitore dello Stato Etico e delle sue (prossime venture) leggi razziali. Arrivano i carabinieri e le portano via il figlio. Per dieci giorni non lo potrà allattare. Qui non è solo questione di burocrazia – e a rigore neanche di nuove leggi, perché il "pacchetto sicurezza" che dovrebbe proteggerci dai neonati ancora non è legge dello stato. Nel pacchetto sono le misure che impongono ai medici di denunciare gli irregolari, "clandestini" perché magari gli è semplicemente scaduto il permesso di soggiorno, che si rivolgono a loro con l'assurda pretesa di essere donne e uomini che hanno bisogno di cure.

Non è questione né di burocrazia né di leggi. È questione di barbarie.

Di una cultura di paura e di odio che già attraversa le masse di anime perse e detta le nuove leggi razziali; una cultura a sua volta alimentata dall'orizzonte simbolico che questo spettacolare governo autoritario produce di fatto per il solo fatto di pronunciare certe parole; perché le parole autorizzano i peggiori pensieri; sono pietre ma anche mattoni che costruiscono muri e prigioni.

Oggi ospedali, scuole, ambulatori, sono diventati luoghi pericolosi per chi non è in regola. Per la nuda vita di chi è solo umano: non cittadino a tutti gli effetti, dotato di carte di identità e soprattutto carte di credito. Negli ospedali e nelle scuole ci si espone, si mostra la propria vita autentica, la propria fragilità esistenziale. Dunque si può essere scoperti diversi, riconosciuti e censiti come indesiderabili. Si è deboli negli ospedali, si ha bisogno di aiuto e di cura. Perché non approfittarne. In fondo già a Genova nel 2001 chi, ferito, si era rivolto agli istituti sanitari si era poi ritrovato a Bolzaneto.

Siamo tutti clandestini, davvero. Se non si è educati all'obbedienza e all'egoismo, allineati al nuovo ordine mondiale, solvibili; se non si sta con questa destra indecente, con il nuovo "partito degli italiani", si è fuori, estranei e nemici, non italiani. Siamo tutti clandestini.

Però possiamo essere anche il grande popolo degli irregolari, di tutti i colori. Fratelli. Possiamo costruire relazioni, aiuto reciproco, le radici di un'altra cittadinanza universale tutta politica. Che cresce nei luoghi pubblici dove si porta intera la propria persona: negli ospedali, nelle scuole, nelle università, nelle piazze. Anticorpi possibili. Corpi anti, che non piaceranno né a Berlusconi né al Vaticano perché la libertà la vivono nel legame con l'altro, ma in un confronto alla pari: non affidandola a una comunità gerarchica tenuta insieme da una verità assoluta.

Da qui comincia la resistenza, da dove circola un'altra esistenza, fatta di mutuo soccorso, di relazioni, di riconoscimento reciproco umano. Magari anche da Firenze. Ma c'è parecchio da fare, e non tantissimo tempo.

 

Associazione per una sinistra unita e plurale

 

I coordinatori:

 

Andrea Bagni 329/1467867

 

Laura Bennati 347/5643182

 

Tavolo della sinistra- comunicato del 27 marzo 2009

Comunicato Stampa

 

Oggetto: Tavolo della sinistra

 

La Sup ha ritenuto che le tre candidature proposte a sinistra, quella alternativa al PD di Renzi, fossero un disastro da evitare rispetto alla destra e a quella svolta clericale mediatica del partito democratico. Ci pareva indispensabile tentare di dare voce e rappresentanza a quella città che chiede equilibrio e spazio per le relazioni umane sul terreno dell'urbanistica, della tutela ambientale e della democrazia del territorio contro il desiderio bulimico di cemento dei soliti noti costruttori. Alla città che chiede una svolta sul piano dell'etica della politica e della laicità dello stato – cioè della libertà personale e del valore  di quelle relazioni ravvicinate di fiducia fra le persone, che non può essere colonizzato da uno stato etico. Ci sembrava che un'alleanza con questo orizzonte di proposta e di trasformazione fosse un dovere morale. Come associazione abbiamo  proposto di mettere intorno a un tavolo coloro – partiti, associazioni, singoli e singole, liste e forze politiche -  che avevano avanzato proposte e idee per la sinistra a Firenze.

C’erano molte differenze e anche molte diffidenze. Si trattava poi per noi di chiedere a tutti un passo indietro: di considerare le proprie candidature, più o meno formalmente avanzate, una risorsa che veniva messa a disposizione della coalizione. Ed è su questa che si scommetteva. L’idea di una unità nella pluralità, non un nuovo arcobaleno, ma un progetto di governo e un percorso comune.

L'idea era di trovare qualcosa di più profondo, un'idea di città e di vita collettiva, di etica della politica e di urbanistica della democrazia, che desse senso alla coalizione.

Come sono andate le cose?

All'inizio è sembrato che le distanze non fossero insormontabili sui programmi. Su molte questioni concrete e spinose della città un accordo è stato trovato. E non solo decente: qualificato e significativo. Citiamo solo alcuni elementi: sottoattraversamento tav, inceneritore e questione dei rifiuti,  Castello. Perfino sulla tramvia. Sembrava ci fosse  la volontà politica di trovare un terreno comune di proposta per un’altra Firenze. Sembrava che l'esigenza di fare un passo avanti, dopo la candidatura di Renzi, per allargare la coalizione e rivolgersi a una città in cerca di rappresentanza fosse condiviso.

Restava da trovare un nome per la candidatura a sindaco che non parlasse solo a noi soggetti seduti a quel tavolo, ma a tutta la città.

 

Qui le cose si sono fatte difficili , non solo per i personalismi . Esistevano  progetti diversi che non si è riusciti a superare. Qualcuno aveva proposto il proprio nome in un'ottica anche unitaria, ma nel senso che mirava (legittimamente) ad accogliere le maggiori adesione possibili intorno alla propria candidatura. Altri avevano in mente un progetto politico radicato altrove rispetto all’idea di una coalizione ampia – dunque necessariamente disponibile alle mediazioni fra i diversi..

Altri ancora cercavano davvero un accordo che offrisse a partiti e identità forti uno spazio più largo per costruire relazioni senza perdere la propria specificità. C'è chi è stato più corretto e chi meno nel suo modo di stare seduto a quel tavolo, lavorando davvero soltanto per costruire la coalizione. Il punto è che di fronte alle difficoltà sul trovare una candidatura comune adeguata alcuni soggetti hanno scelto di ritornare al proprio progetto originario

 

Non era facile e non ce l'abbiamo fatta.

Forse non era condivisa fino in fondo da alcuni/e quell'emergenza collettiva, per certi versi non solo politica ma civile, da cui si era partiti. Riteniamo anche grave che il mondo intellettuale fiorentino di fronte a questo importante tentativo di unire tutta la sinistra sia rimasto a guardare da fuori, senza alcuno slancio di generosità, rinunciando a svolgere un ruolo attivo e diretto a incidere in un processo che tanto bisogno aveva di un loro più concreto contributo.

 

 

Quello di cui siamo convinti è che  sarebbe un segno di civiltà del fare politica se nessuno falsificasse la vicenda che si è vissuta parlando di tentativi di allargare democraticamente il confronto fuori delle chiuse stanze dove tutti gli altri volevano tenere segrete le trattative di vertice.  Sono caricature e falsificazioni tutt'altro che nuove, vecchissime, che rischiano  solo di avvelenare rapporti che dovrebbero restare  aperti a un confronto decente e corretto anche per il futuro – che non finisce il 7 giugno. Ci sembra inoltre scorretto rendere pubblici i nomi delle persone contattate soltanto in modo personale e privato, o addirittura mai contattate, che mai sono entrati neanche al tavolo di discussione.

 

A tutti chiediamo rispetto e correttezza per l’impegno che come soggetto abbiamo messo a quel tavolo e chiediamo anche uno sforzo ulteriore per cercare ancora un possibile nuovo inizio per la sinistra fiorentina.

 

Associazione per una sinistra unita e plurale

 

I coordinatori:

Andrea Bagni 3291467867

Laura Bennati 3475643182

 

Sulle candidature di Spini e De Zordo- 8 aprile 2009



Abbiamo partecipato in queste ultime settimane agli incontri che si sono svolti fra le diverse forze politiche fiorentine – partiti associazioni liste – per cercare di definire una candidatura unitaria a sinistra per la carica di sindaco della città. Abbiamo anzi fin dall'inizio cercato di offrire noi come associazione per una sinistra unita e plurale uno spazio in cui elaborare contenuti comuni, forme di confronto e consultazione della città, definizione di procedure e candidature. Non è andata benissimo. Forse abbiamo commesso anche noi molti errori, soprattutto nella considerazione dei tempi del confronto e delle proposte. Qualcuno si è sfilato dal tavolo prima (e presto), qualcuno dopo, altri sono rimasti e ci hanno provato fino alla fine. Ci sembra importante riconoscere ad alcuni soggetti questa correttezza e questo merito; gliene siamo stati grati e abbiamo continuato a dare il nostro contributo nella ricerca comune di un accordo unitario.

Adesso quel percorso arriva a una conclusione con la formalizzazione delle due candidature a sindaco di Ornella De Zordo e Valdo Spini: un po' paradossalmente (ma non sorprendentemente) due dei protagonisti che si sono sottratti a quella sede di discussone collettiva.

In queste settimane si è comunque arrivati, bene o male (e certo faticosamente) a due proposte che cercano di aggregare diverse componenti della sinistra: una più legata alle reti di cittadinanza attiva e alle vertenze territoriali, l'altra espressione di un accordo fra soggetti politici, associativi e di partito, della sinistra di Firenze.

Non tocca a noi fare una questione di nomi e non intendiamo negare gli aspetti positivi di questo esito – che ha comunque comportato un'elaborazione comune e in qualche misura realizzato una sorta di “riduzione del danno” rispetto al rischio di una proliferazione di candidature a sinistra e di una rottura ulteriore di rapporti civili di confronto.

Però non è questo l'esito per cui abbiamo lavorato. Non era questo il nostro progetto e non ci riconosciamo certo in questa conclusione.

Avevamo proposto una coalizione che avesse la caratteristica forte della pluralità e dell'unità. Che la candidatura uscisse da quel tavolo di confronto a partire da un passo indietro di quelle precedentemente più o meno formalizzate. Che ci si rivolgesse a quella parte larga (molto larga) di Firenze che si connotava per un'altra idea di città e per la sensibilità sul terreno dell'etica della politica (dopo la vicenda di Castello), per l'attaccamento ai valori della democrazia e della laicità. Temi che se non hanno proprio nulla a che fare con Berlusconi e Galli (o hanno molto a che fare, nel senso che lì sta il processo di distruzione spettacolare e plebiscitaria delle pratiche democratiche e della laicità dello stato), sono anche assai lontani dalla sottocultura populistico-clericale di Renzi. Avevamo sottolineato l'esistenza di una sorta di emergenza democratica nel nostro paese, il bisogno di una rifondazione radicale della politica all'altezza della crisi attuale della partecipazione, delle relazioni fra società e istituzioni. Non volevamo solo offrire un altro prodotto sullo scaffale delle scelte elettorali possibili, bensì dare vita a un processo che non si limitasse a razionalizzare l'offerta della rappresentanza, ma cominciasse a costruire nuove relazioni e spazi di confronto come luoghi pubblici di una nuova democrazia, nella quale fosse di nuovo possibile portare tutta intera la propria vita – non solo gettare una scheda in un'urna una volta ogni cinque anni.

Il progetto era ed è indubbiamente ambizioso, per non dire stratosferico rispetto al presente. Chiaro che siamo molto lontani dal realizzarlo. Chiaro anche che non tocca a noi adesso metterci fuori a guardare e giudicare dall'alto le insufficienze altrui. Abbiamo già detto, peraltro, che sono anche nostre quelle insufficienze e quegli errori. A noi tocca restare a disposizione, quasi in un'ottica di servizio, come luogo di elaborazione aperta e plurale di quei percorsi di rinnovamento della riflessione e della pratica della sinistra per i quali siamo nati.

Cercheremo dunque di mantenere aperti tutti i ponti possibili perché il dialogo comune della sinistra non si arresti. Lavoreremo sui nostri contenuti e con le nostre forme di democrazia, da subito, cercando di incalzare e interloquire con tutti i soggetti politici, le cittadine e i cittadini di Firenze, a partire dalle iniziative a cui stiamo lavorando su territorio e urbanistica, sulla laicità e contro il razzismo che sta dilagando con tutto il suo squallore etico e culturale nella vita politica italiana.

Perché abbiamo chiaro che la politica continua anche dopo giugno. E la vita pure.

 

24/3/09 La sinistra e le elezioni amministrative: ultimo giro di giostra

In queste settimane come Associazione per la sinistra unita e plurale abbiamo cercato di contribuire alla formazione di una coalizione della sinistra in grado di proporre un nome solo per la carica di sindaco di Firenze. Ci sembrava rendesse necessario andare in questa direzione il rischio rappresentato per la città dalla presenza di una destra protagonista di un degrado della democrazia mai visto nella storia del nostro paese; una destra responsabile dell'attacco ai valori più profondi della Costituzione e alla laicità dello stato, fino alla violazione dei più elementari diritti di libertà personali. Una destra che alimenta solitudini spaventate e rabbiose, devastazione dell'ambiente, nuove leggi razziali, ritorno della violenza fascista. Il caso delle Piagge lo dimostra.
Ma ci sembrava che rendesse necessaria e urgente l'unità della sinistra fiorentina anche l'emergere di una candidatura come quella di Matteo Renzi, espressione chiara di una cultura della società e delle istituzioni priva di dimensione etica e politica; del tutto subalterna alla cultura populista che chiede a una cittadinanza passiva l'affidamento a un potere “forte”, dinamico e decisionista, che fa della città la risorsa economica offerta allo sfruttamento di un ceto di affaristi della modernizzazione. E riveste questa miseria politica del perbenismo bigotto dei valori clericali.
Adesso siamo per la sinistra fiorentina alla campanella dell'ultimo giro. All'ultimo giro di giostra.
Noi chiediamo a tutte le forze politiche che si sono impegnate in questi giorni nella ricerca di un accordo, di non mollare: perdere di vista l'esigenza di dare voce e rappresentanza a quella parte molto larga di Firenze che non si riconosce nello scenario di queste candidature calcistico-clericali fiorentine. Che chiede anche qualche segno – seppure timido e iniziale – di rinnovamento delle pratiche politiche. Vi chiediamo ancora di trovare un accordo unitario che apra un processo politico che possa trovare tempi e spazi per crescere nella città come esempio e sperimentazione di un'altra forma della democrazia. Che difenda il lavoro, la qualità umana e relazionale della città; che coinvolga la dimensione intera della vita delle donne e degli uomini di Firenze.
Il ripetersi di una molteplicità di candidature a sinistra, espressione di una frammentazione di sigle e simboli e persone, vi assicuriamo che non sarebbe un grande segnale per le fiorentine e i fiorentini. Qualcuno magari dirà che sarebbe un segno di chiarezza. Ma sarebbe chiaro solo che non ci siamo per niente: che non si ha la minima percezione delle emergenze che attraversano il nostro paese e la nostra città. Che si è perduta di nuovo un'occasione.
E ne abbiamo perdute già tante. Facciamo il possibile per non mancare anche questa.

Associazione per la sinistra unita e plurale
Laura Bennati
Andrea Bagni

 

26/02/2009 Per una Firenze democratica, laica, di sinistra

Per una Firenze democratica, laica, di sinistra

 

Incontri con forze organizzate della sinistra:

Sulla base delle indicazioni emerse dalla discussione degli ultimi due C.O. abbiamo incontrato le forze politiche organizzate a sinistra del PD presenti in questa città, vale a dire il gruppo che sostiene la candidatura di Valdo Spini, quello che ipotizza la candidatura di Ornella De Zordo, Rifondazione Comunista, i Verdi, La Sinistra e quella parte di SD che non vuole stare in una logica di subalternità al PD.

Abbiamo riscontrato la disponibilità al confronto da parte di Spini, Ornella e Rifondazione; i Verdi con la loro pubblica uscita contro Renzi hanno rafforzato l’ipotesi della  costruzione di una coalizione a sinistra. Soltanto La Sinistra durante l’incontro non si è dichiarata disponibile a rompere con Renzi, anche se a livello assembleare sono molte le persone critiche che non ritengono di poter andare avanti nella strada dell'appoggio al vincitore delle primarie. In altri incontri in questo stesso periodo abbiamo avuto anche testimonianze dirette e una percezione ampia di un diffuso malumore anche tra gli elettori del PD che non guardano con favore al candidato sindaco del loro partito.

 

Candidatura a sindaco:

 Tra i soggetti politici con cui ci siamo confrontati abbiamo di fatto 3 candidature a sindaco (anche se solo una formalizzata). Si tratta di persone di indubbio valore, ma in questione non è il loro valore, bensì la possibilità di raccogliere consensi anche al di là della somma delle aree di riferimento. In apparenza tutt’e tre si sono dette disponibili al confronto e alla messa in discussione della propria candidatura, anche se dobbiamo riconoscere che tra le tre candidature l’unica che chiaramente si è definita ‘a disposizione’, sia esprimendolo chiaramente nel doc uscito dal Comitato Provinciale sia con dichiarazioni sulla stampa è quella proposta da Rifondazione.

In questo momento, pur riconoscendo gli indubbi meriti dei tre, ci sembra che una condizione indispensabile per arrivare ad un confronto sereno sia una sospensione di queste candidature, che queste diventino una risorsa per l’intera sinistra, che siano cioè disponibili l'una nei confronti dell'altra, ma anche rispetto alle espressioni del movimento e della società(studenti, precari, lavoratori).

Per arrivare ad una candidatura forte dell’intera coalizione, in grado di costringere Renzi al ballottaggio, è necessario che ci sia una personalità accettata e riconosciuta da tutti i soggetti che della coalizione fanno parte e che abbia caratteristiche in grado di convincere anche l’elettorato non direttamente rappresentato dai soggetti coalizzati, ma che chiede una figura alternativa a Renzi.

 

Assemblea per definizione punti programmatici:

Per legare la coalizione, ed essere credibili davanti agli elettori, è indispensabile l’individuazione di punti programmatici chiari, realizzabili, che si presentino nella cornice di alla luce di una idea di città nella quale prevalgano i principi della tolleranza, della solidarietà, della trasparenza amministrativa, della partecipazione. Il primo passo di questo percorso per l’individuazione, il confronto e la condivisione di questi punti potrebbe essere un’assemblea, da tenersi entro il 15 marzo

 

appello per iniziativa 15 febbraio "Le risposte della sinistra alla crisi"

2 gennaio 2009


NON SIANO LAVORO E AMBIENTE A PAGARE LA CRISI

APRIRE LA STRADA AD UN’ALTERNATIVA E’ POSSIBILE E NECESSARIO

L’esplosione della crisi economica a livello mondiale conferma con drammatica evidenza i guasti ed i danni del neoliberismo, impostosi come “pensiero unico” dal tempo della Thatcher e di Reagan. La “globalizzazione” ha favorito le speculazioni, accentuato gli squilibri e le ingiustizie nel mondo ed all’interno dei singoli paesi. Oggi si sommano rallentamento dell’economia e crisi finanziaria; caduta degli investimenti e crescita della disoccupazione. Stanno apparendo ormai chiari i limiti culturali di una concezione “sviluppista” che ha creato enormi disuguaglianze; ha costretto intere popolazioni a migrare; ha alterato l’equilibrio dell’ecosistema planetario.

In Italia ad una limitata capacità innovativa dell’apparato produttivo, con un capitale più rivolto alla finanza che agli investimenti, si sono sommate la crescita di disuguaglianze economiche e sociali, l’aumento della povertà, l’esplodere dei localismi, la crescita della precarietà, l’indebolimento dei diritti. Tutto ciò ha portato ad una profonda crisi della politica, a rischi per la stessa tenuta democratica del Paese.

Per evitare che a pagare – come sempre – siano coloro che non hanno alcuna colpa, è necessario che la sinistra esca dalla afasia e recuperi una capacità di azione unitaria che si ponga al servizio della costruzione di un grande movimento all’altezza della crisi.

Noi che abbiamo dato vita alla manifestazione dell’11 ottobre con il convincimento che fosse necessario contribuire alla rimessa in moto di una opposizione politica e sociale, vediamo con grande soddisfazione e speranza la forte ripresa delle lotte sociali in tutta Italia: dal referendum di Vicenza alla mobilitazione per la ripubblicizzazione dell’acqua; dal movimenti in difesa della scuola pubblica alle lotte dei lavoratori pubblici e privati promosse dalla CGIL e da altre strutture sindacali, tra cui i sindacati di base, sino al recente sciopero generale, che ha aperto una vera e propria nuova fase di mobilitazione sociale. Queste mobilitazioni devono potersi intrecciare e congiungere in un grande progetto di cambiamento e di trasformazione dell’economia e della società.

Il documento che proponiamo non ha l’ambizione di offrire un’interpretazione della crisi, né vuole essere una piattaforma compiuta ma rappresenta un contributo per aprire la discussione. Vi dovranno essere momenti successivi nei quali, nel quadro di una diffusa iniziativa territoriale, gli obiettivi che ci proponiamo saranno approfonditi e precisati. Ora è importante avanzare delle proposte nella convinzione che, dentro la crisi, bisogna innanzitutto dare una risposta immediata agli uomini e alle donne che la subiscono con angoscia e preoccupazione.

E’ per questo che vorremmo che questo contributo fosse colto per quello che intende essere: un’occasione di confronto e di verifica della possibilità di costruire su concrete proposte una convergenza ampia a sinistra in grado di intervenire sull’emergenza ed aprire la strada ad orizzonti alternativi.


Contro la crisi una nuova politica europea ed un piano per la stabilità monetaria

A livello europeo la crisi finanziaria è sopraggiunta a contraddire l’orientamento della BCE – e di gran parte dei Governi europei – che fino a poco tempo fa consideravano l’inflazione il pericolo da contenere con una politica di alti tassi e soprattutto di compressione dei salari. Ora, invece, si interpreta la crisi come una fase di recessione dell’economia (ancora misurata esclusivamente sulla caduta del PIL) da fronteggiare con un aumento del deficit pubblico. Per questo viene meno la rigidità nel considerare inviolabili i vincoli del patto di Maastricht, in particolare per quanto riguarda il possibile superamento del deficit del 3%. E’ stato deciso dal Consiglio Europeo un piano di interventi di 200 miliardi di euro, per stimolare la domanda e gli investimenti, maggiori sussidi di disoccupazione e misure di assistenza sociale. Si tratta di misure minime dettate dall’urgenza della situazione che vede la crisi peggiorare e scaricarsi sui Paesi europei. E’ del tutto assente una scelta politica che rafforzi la coesione comunitaria contro la competizione tra gli Stati e che segni un cambiamento di impostazione delle politiche economiche e sociali. Per questo è importante il segnale che è venuto dal Parlamento Europeo con la bocciatura della direttiva che allungava l’orario di lavoro.

È ora necessaria una ripresa di iniziativa per una nuova politica europea, che dia finalmente valore alla costruzione comunitaria, proponendo soluzioni per le condizioni materiali di vita e per i diritti delle cittadine e dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’Unione Europea può essere l’area del mondo dove portare avanti in una prospettiva di pace un processo di riconversione delle produzioni e dei consumi, di creazione di nuove politiche di welfare universalistiche in grado di dare valore al lavoro di riproduzione della forza lavoro, di salvaguardia dell’ambiente. Ciò richiede una dialettica sociale e politica fondata su principi e pratiche democratiche, nella quale si valorizzi il conflitto sociale e possano misurarsi i diversi punti di vista generali corrispondenti ai differenti interessi, superando così la situazione degli ultimi decenni nei quali il capitale è stato assunto a paradigma fondamentale a cui tutto (lavoro e natura innanzitutto) doveva essere subordinato.

Una delle condizioni per sostenere questo processo è un piano per la stabilità monetaria. Esso va portato avanti in ogni sede internazionale per potere giungere alla convocazione di una conferenza mondiale sulle questioni finanziarie e monetarie, che abbia l’ambizione, come fu per la conferenza di Bretton Woods nel ’44, di porre le basi per un nuovo ordine economico internazionale. La crisi mondiale ha messo, infatti, in luce la totale inadeguatezza dei suoi organi di governo mondiali (come il Wto, il Fmi, La Banca mondiale) e la crisi dell’egemonia del dollaro e degli Stati Uniti sul piano economico. Il baricentro del capitalismo si sta spostando a Est. Se non vogliamo che ciò sia fattore di continue tensioni che possono sfociare in nuovi terribili conflitti distruttivi, bisogna prevedere una sede in cui, sotto l’egida dell’Onu, i Paesi si incontrino su un piano di parità per stabilire un nuovo sistema di cambi stabili, per limitare se non impedire le speculazioni finanziarie, per chiudere i paradisi fiscali, per decidere forme di tassazione dei movimenti di capitale e di intermediazione finanziaria, i cui proventi potrebbero alimentare un fondo per la difesa dell’ambiente e un modello di sviluppo non distruttivo per i Paesi del sud del mondo.


Contro la politica del governo italiano

La politica del Governo Italiano è caratterizzata da interventi socialmente discriminatori; da sottrazione di risorse al Mezzogiorno (aggravandone così la distanza dal resto e del Paese e dell’Europa); da un piano di investimenti in grandi opere che, oltre a essere non sostenibili dal punto di vista ambientale e spesso inutili, produrranno scarsi risultati occupazionali. Oggi servono, invece, interventi in grado di combinare qualità ambientale e creazione di nuovi posti di lavoro.

Ciò che manca in Italia è soprattutto una nuova politica industriale. Il governo persegue una linea di angusta protezione degli equilibri più arretrati dell’industria nazionale senza aprire una reale prospettiva di rinnovamento, come ha dimostrato la resistenza al piano di abbattimento dei gas serra proposto dalla U.E. Questa politica, sollecitata dalla Confindustria, dimostra l’incapacità delle classi dirigenti del paese ad affrontare i cronici problemi dell’innovazione che hanno reso debole la struttura produttiva e hanno provocato la continua perdita di competitività del nostro paese ben prima che le conseguenze della crisi finanziaria arrivassero fino a noi. Il piano deciso dal governo italiano di 80 miliardi è in sostanza la riproposizione di decisioni di spesa già assunte, facenti riferimento ai Fondi europei. La quantità diretta a sostenere le retribuzioni e gli investimenti è del tutto risibile e inefficace.

D’altro canto il solo aiuto alle banche non risolve il problema. In Italia in particolare si deve aggredire la crisi dal lato del lavoro (blocco dei licenziamenti, difesa dei salari e stabilizzazione dei rapporti di lavoro) e da quello della qualificazione del tessuto produttivo, puntando su settori tecnologicamente e socialmente innovativi; dando centralità alla questione della sostenibilità ambientale; affrontando la crisi di coesione del Paese che ha nel Mezzogiorno il suo punto cruciale per il sommarsi di problemi economici, sociali, politici, di funzionamento della P.A. con la questione criminale.


Difendere l’occupazione e valorizzare il lavoro


Le imprese stanno affrontando la crisi con un massiccio ricorso ai licenziamenti, cominciando dai più deboli: i lavoratori immigrati ed i precari. Occorre evitare che la crisi diventi un’occasione per riconfermare e rafforzare il modello che si è imposto negli ultimi decenni, fondato sul primato incontrastato e unilaterale dell’impresa e della subordinazione ad esso dei diritti e della funzione del lavoro.

Non c’è credibilità in nessun piano anti-crisi, che non sia anche l’occasione di una politica industriale tesa a trasformare e qualificare il nostro apparato produttivo, se non si assumono come condizioni:

  • il blocco dei licenziamenti e delle interruzioni dei rapporti di lavoro precari, in vista di una loro progressiva stabilizzazione;

  • la sospensione della Legge Bossi-Fini che in questo momento diverrebbe solo uno strumento di espulsione di extracomunitari che hanno perduto il lavoro;

  • l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutto il mercato del lavoro, comprendendovi ogni tipo di precariato, nel quadro di una politica sociale universalistica ispirata all’obiettivo della piena occupazione e tesa a realizzare misure generali di sostegno al reddito per inoccupati e disoccupati .


Sono tutte richieste poste a base dello sciopero generale proclamato dalla CGIL il 12 dicembre e rilanciate negli scioperi e nelle manifestazioni territoriali e nazionali, generali e di categoria (a partire dagli appuntamenti fissati dalla Fiom e dalla Funzione Pubblica della Cgil), che hanno avuto luogo o si svolgeranno nelle prossime settimane. Sono gli stessi contenuti che saranno al centro della manifestazione nazionale che la CGIL ha indetto per il 4 aprile a Roma.

In questo quadro anche un maggior volume di credito bancario è necessario. Vanno attivate linee di accesso al credito sostenute e controllate dallo Stato e dalle Regioni per favorire le attività economiche create dai lavoratori che hanno perso il lavoro a seguito della chiusura delle loro aziende o di chi vuole costruirsi autonomamente un futuro in una fase di scarso assorbimento di manodopera.

Diventa urgente la definizione di un diverso e più favorevole regime fiscale per le “partite IVA” e le imprese fino a tre dipendenti. Serve un progetto di riforma dei mercati finanziari e del sistema bancario che stabilisca divieti precisi su prodotti finanziari rischiosi e offra garanzie per i risparmiatori.

Le misure che debbono accompagnare il blocco dei licenziamenti e la sospensione dell’interruzione dei rapporti di lavoro precari (cassa integrazione a rotazione, orari ridotti, contratti di solidarietà) non debbono contraddire la scelta di una netta e chiara inversione di tendenza nella distribuzione della ricchezza tra salari, profitti e rendite, che contrasti l’impoverimento dei redditi da lavoro e la inammissibile diffusione di retribuzioni minime al di sotto la soglia di povertà .

Contemporaneamente è necessario sviluppare un'iniziativa per un radicale cambiamento delle legislazione sul mercato del lavoro e sull'orario che porti all'eliminazione degli interventi legislativi che hanno determinato l'attuale situazione di flessibilità e precarietà.

Una svolta è necessaria anche nelle relazioni sindacali per quel che riguarda l’irresponsabilità delle imprese a fronte dei problemi occupazionali, lo svuotamento progressivo della contrattazione collettiva e del diritto del lavoro, il continuo ripetersi di accordi separati privi di validazione democratica da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, il tentativo di collocare il sindacato in una dimensione cogestionale e neo-corporativa. Si pone il problema urgente di regole democratiche che rendano vincolante il parere dei lavoratori e delle lavoratrici su piattaforme e accordi sindacali.


Programmazione democratica e politiche fiscali


L’attuale offensiva del Presidente del Consiglio sull’ottimismo e sulla tenuta dei consumi privati, oltre a scontrarsi con una crescita delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito e l’impoverimento di fasce crescenti della popolazione anche lavorativa, non fa i conti con l’osservazione – ormai consolidata nella riflessione economica – che un Paese non si arricchisce per il semplice fatto che le persone sono indotte a spendere tutto il loro reddito in consumi correnti (che ha portato all’intreccio di acquisto di merci e di loro spreco tipico del consumismo), ma si arricchisce quando si è in presenza di una politica degli investimenti tesa a innovare le strutture produttive e il sistema dei servizi, a cominciare da quelli pubblici.

Interventi economici di questo tipo richiedono il superamento delle politiche neo-liberiste di de-regolazione e la ripresa dell’intervento pubblico in economia in un contesto di programmazione democratica. La graduazione degli interventi nel tempo e per priorità non deve rispondere a logiche di emergenza, ma ai problemi concreti dei territori e delle condizioni materiali di vita delle persone. Il primo e fondamentale, che tocca da vicino i lavoratori dipendenti come i piccoli risparmiatori, è la conferma dell’insicurezza e del rischio come elementi costituenti l’economia di mercato che solo l’intervento pubblico può affrontare con efficacia. L’azione per dare ruolo strategico all’intervento pubblico in economia e per la salvaguardia dei beni e dei servizi pubblici deve basarsi sopra l’ampliamento dell’iniziativa democratica dei cittadini, la riforma della politica ed il rafforzamento delle reti di sicurezza sociale.

Assumono un’importanza sociale ed economica una serie di misure di giustizia fiscale come la tassazione delle rendite finanziarie, una maggiore progressività per i redditi più alti e la restituzione del drenaggio fiscale per i redditi da lavoro e da pensione, la lotta all’elusione ed all’evasione fiscale che è di nuovo in aumento.



Scuola pubblica e Stato sociale


Condizione per il cambiamento del sistema di produzione e di consumo è il riconoscimento della qualità del lavoro e l’utilizzo a pieno delle capacità e delle competenze formate dalla scuola, dall’università e dai centri di ricerca.

L’altra faccia della perdita di efficienza del Paese è proprio l’impossibilità di entrare nel mercato del lavoro di tanti giovani, tra cui molte ragazze e moltissime donne, le cui competenze vengono negate e sottoutilizzare o malamente riconosciute nel circuito del precariato.

La crisi della scuola e dell’università - che nasce dall’appannamento nell’opinione pubblica nazionale della loro funzione di formazione dei cittadini e delle cittadine dotati di una cultura generale e di un pensiero critico che sia a fondamento della libertà delle scelte di ognuno e di ognuna – pregiudica la capacità di rispondere alle domande di mobilità sociale e riconoscimento professionale che l’istruzione di massa attiva. La questione sollevata dal movimento degli studenti e dei ricercatori non si risolve solo con provvedimenti di sostegno economico e può precipitare verso logiche meritocratiche (lesive del riconoscimento vero del merito), se non si accompagna a proposte di riconversione economica, sociale, ambientale che richiedono buona occupazione e valorizzazione dei saperi.

Alla base di una nuova idea di società sta la difesa e la qualificazione dello Stato sociale.

Il Governo, con il suo “Libro verde”, ha proposto un manifesto ideologico che disegna un arretramento delle tutele collettive per il lavoro; la privatizzazione dei servizi pubblici, la negazione dei diritti universali di cittadinanza e della soggettività delle donne. L’idea di fondo è che l’individuo (maschio e occidentale), con le sue forze e con il sostegno della famiglia o della comunità di appartenenza, deve farsi strada nel mondo, mentre al centro dell’economia sta l’impresa che scarica sulla società problemi determinati dalle sue scelte.

Su questa base si sta preparando una nuova aggressione al sistema sanitario ed a quello previdenziale, di cui la proposta di innalzare l’età pensionabile delle donne è il primo avviso.

Per la Sinistra il tema dei diritti, dell’inclusione sociale, del miglioramento delle reti dello Stato sociale deve avere come esclusivo riferimento l’art. 3 della Costituzione: è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana.


Alcune proposte per il cambiamento

Sulla base di questi orientamenti noi proponiamo:

  • Un piano di riconversione per la sostenibilità ecologica dell’apparato produttivo – a cui finalizzare consistenti aiuti di Stato – ed un piano alternativo per l’energia basato sul rifiuto della scelta disastrosa del nucleare. È matura, tecnologicamente ed economicamente, una scelta a favore del risparmio energetico, dell’efficienza e delle energie rinnovabili. In questo modo è possibile e realistico puntare all’obiettivo di procurare al Paese gran parte dell’energia che gli è veramente necessaria.

Da politiche economiche in grado di risolvere i problemi ambientali e quelli relativi al futuro industriale del paese può venire un contributo decisivo alla soluzione dei drammatici problemi sociali che la crisi sta producendo. La lotta per il lavoro deve collegarsi ad un idea di politica industriale che metta al centro scelte di sistema, come nel caso della mobilità, a cui ricondurre i vari interventi sia di mobilità pubblica che individuale secondo piano intermodali, fuori da una idea di gerarchia e concorrenza tra i vari prodotti, all’interno della quale costruire anche la stessa prospettiva della nostra industria automobilistica.

  • Un programma di manutenzione delle strutture pubbliche (dagli edifici scolastici al recupero edilizio, dalle reti idriche alla rete stradale e ferroviaria “minore”) e di messa in sicurezza del territorio (valorizzando le produzioni agricole locali oltre che la difesa delle risorse naturali, fermando l’ulteriore consumo di suolo).

Questa è la grande opera pubblica di cui ha bisogno il Paese, può attivare rapidamente un flusso di spesa consistente rivolta ad un esteso sistema di piccole imprese e richiede un consistente utilizzo di lavoro anche qualificato.

  • Un programma per la individuazione e valorizzazione sociale dei beni comuni in un ambito di gestione e fruizione collettiva (servizi acquedottistici, servizi alla mobilità, residenza popolare, beni demaniali, patrimonio artistico e paesaggistico, formazione permanente, ecc.) da sottrarre alle logiche del mercato (che si sono dimostrate inefficienti e controproducenti esposte al rischio di speculazione finanziaria) a favore di un vero federalismo municipale

  • Un piano di riqualificazione del lavoro pubblico, per migliorare i servizi, dando più spazio a figure professionali nuove. Il problema della P.A. è la presenza ancora eccessiva di figure professionali burocratiche e/o con compiti “riparativi” o “repressivi”. Il sistema sanitario, ancora centrato sull’ospedale, ne è la prova come lo sono gli interventi nelle periferie urbane, che enfatizzano solo la questione della “sicurezza”. Mancano (o sono mal utilizzate) le figure professionali “preventive” (l’assistente sociale, il maestro di strada, il geologo, l’urbanista, il “team” di professionisti della salute che fa prevenzione sul territorio o interviene a domicilio – si pensi alla condizione di tanti anziani ancora “istituzionalizzati” o lasciati alle famiglie e al mercato). La scelta di diminuire il numero delle e degli insegnanti, sacrificandoli sull’altare dei tagli di spesa (mentre servirebbe un piano di sviluppo dei servizi per l’infanzia e del tempo pieno e di una sua generalizzazione a tutto il Paese), è prova sufficiente dello stato di irresponsabilità del Governo a partire dalla sua campagna sui “fannulloni”. Questa campagna può essere arginata efficacemente se la difesa del salario e del posto di lavoro dei dipendenti pubblici si accompagna ad una riorganizzazione dei servizi in direzione delle esigenze dei lavoratori e dei cittadini utenti. Un buon funzionamento della P.A. è condizione essenziale per il buon governo e lo sviluppo del Mezzogiorno.

  • Un progetto per il rilancio di una economia autenticamente mutualistica, cooperativa, indivisa, partecipata, noprofit. La pluralità delle forme economiche produttive e degli stili di consumo rappresentano una indispensabile forma di vitalità del sistema paese che va salvaguardata contro ogni “pensiero unico” del capitale e della burocrazia.

  • Un piano per un’economia declinata secondo una prospettiva di genere, a partire dal riconoscimento dei bisogni e dei desideri delle donne di autonomia economica e di presenza nel lavoro. Si è visto infatti, come questi obiettivi si possano garantire solo attraverso una differenziazione delle condizioni di accesso, di svolgimento, di garanzie nella formazione, nel lavoro, nel credito, e nella costante attività di lotta alle discriminazioni. Una revisione delle attuali strumentazioni per le politiche di genere al fine di incrementarne l’efficacia è dunque necessaria. Ad esempio e in prima battuta vanno ripristinate le condizioni volontarie e reversibili del part-time, anche in un’ottica di più equa ripartizione dei carichi di lavoro all’interno della famiglia, che si può perseguire prevedendo più fondi per le politiche di conciliazione. Va ripristinata la legge che tutela dal licenziamento le lavoratrici in caso di maternità e vanno ripristinati i fondi per i centri anti-violenza contro le donne. E’ inoltre necessario uno specifico programma per la crescita dell’occupazione delle donne nelle aree meridionali e per ridurre la fase di precarietà delle giovani .

  • Un progetto per l’innovazione, che sostenga la diffusione delle nuove tecnologie nella produzione e nei servizi secondo modelli organizzativi concordati e partecipati, che valorizzino la qualità del lavoro, che superino il divario nel territorio, tra Nord e Sud, tra metropoli e piccoli centri urbani.

Il deficit tecnologico del nostro Paese è ancora collegato all’acquisto di brevetti e sistemi soprattutto dagli USA (in particolare da Microsoft). La diffusione di sistemi “open source” nella P.A. come nelle aziende privare non solo è utile alla nostra bilancia dei pagamenti, ma può mettere al lavoro una rete di università, piccole imprese innovative, “software houses”, consulenti e ricercatori singoli ed associali diffusamente presente nel nostro Paese.

In questa crisi la sinistra deve porsi l’obiettivo di costituire il principale punto di riferimento del mondo del lavoro e di tutti coloro che sono esposti più di altri ai suoi effetti. La convergenza unitaria di tutte le forze di sinistra su proposte comuni attraverso cui affrontare la situazione attuale deve costituire un primo passo. A questo bisogna far seguire la mobilitazione di tutte le energie intellettuali e sociali disponibili, di una vera e propria rete di forze e di competenze capaci di dar vita a un dialogo e a un confronto, basato sul rispetto delle reciproche autonomie, con il mondo sindacale che oggi stenta a trovare interlocutori politici all’altezza delle domande e dei bisogni di questa difficile fase della vita del Paese e del mondo intero.




Maurizio Acerbo, Vittorio Agnoletto, Francesco Agresti, Mario Agostinelli, Fabio Amato, Denise Amerini, Alessio Ammannati, Franco Argada, Andrea Bagni, Carlo Baldini, Fulvia Bandoli, Paola Barassi, Imma Barbarossa, Vittorio Bardi, Laura Bennati, Nerina Benuzzi, Enzo Bernardo, Maddalena Berrino, Luciano Berselli, Moreno Biagioni, Maria Luisa Boccia, Ugo Boghetta, Elio Bonfanti, Giacinto Botti, Alberto Bozzi, Massimo Brancato, Augustin Breda, Maurizio Brotini, Antonio Bruno, Roberto Buonamici, Paolo Cacciari, Giovanni Cadioli, Sebastiano Calleri, Maria Campese, Maria Grazia Campus, Elena Canali, Silvio Canapè, Giovanni Capuzzi, Giuseppe Cappella, Giorgio Carnicella, Aldo Carra, Wilma Casavecchia, Sergio Caserta, Antonio Castronovi, Francesca Cavalocchi, Giuseppe Chiarante, Giampiero Ciabotti, Bruno Ceccarelli, Paolo Cento, Clara Centrella, Cesare Chiazza, Stefano Ciccone, Vincenzo Cilia, Paolo Ciofi, Neno Coldagelli, Silvana Dameri, Roberto D'Andrea, Ferruccio Danini, Elettra Deiana, Marinara De Biase, Jose Luis Del Roio, Loredana De Petris, Titti Di Salvo, Piero Di Siena, Angela Di Tommaso, Monica Donini, Erminia Emprin, Giorgio Fabozzi, Stefano Falcinelli, Roberta Fantozzi, Luigi Ferrajoli, Nino Ferraiuolo, Ciccio Ferrara, Riccardo Ferraro, Paola Festari, Pietro Folena, Francesco Fontanelli, Eleonora Forenza, Loredana Fraleone, Francesco Francescaglia, Umberto Franchi, Matteo Gaddi, Rina Gagliardi, Domenico Gallo, Francesco Garibaldo, Aldo Garzia, Rocco Giacomino, Alfonso Gianni, Sergio Giardina, Marco Giatti, Paul Ginsborg, Franco Giordano, Fabio Giovannini, Chiara Giunti, Elena Giusti, Alfiero Grandi, Claudio Grassi, Rita Guglielmetti, Massimo Ilardi, Donatella Ingrill, Renato Kneipp, Beniamino Lami, Jacopo Landi, Antonio Lareno, Rita Lavaggi, Antonio Lavorato, Betty Leone, Piero Leonesio, Carlo Leoni, Orazio Licandro, Mirko Lombardi, Carlo Lucchesi, Merida Madeo, Dora Maffezzoli, Alessandra Maltoni, Angela Mancuso, Ramon Mantovani, Roberto Mapelli, Laura Marchetti, Giulio Martucci, StefanoMaruca, Graziella Mascia, Benedetto Massimo, Ugo Mattei, Gianni Mattioli, Corrado Mauceri, Giorgio Mele, Lidia Menapace, Paolo Menichetti, Antonello Miccoli, Gennaro Migliore, Luciano Mignoli, Giovanni Milano, Pietro Milazzo, Gianni Mininni, Sergio Miramao, Massimo Misiti, Emilio Molinari, Siliano Mollitti, Andrea Montagni, Marco Montemegni, Sandro Morelli, Corrado Morgia, Roberto Mustacchio, Amanda Musco, Gianni Naggi ,Andrea Nardoni, Marisa Nicchi, Nicola Nicolosi, Alfio Nicotra, Luigi Nieri, Franco Ottaviano, Costantino Pacioni, Nadia Pagano, Manuela Palermi, Grazia Paoletti, Gianni Palumbo, Nello Patta, Gianluigi Pegolo, Verio Perna, Franca Peroni, Ciro Pesacane, Anna Picciolini, Elisabetta Piccolotti, Giuseppe Pierino, Francesco Piobbichi, Silvana Pisa, Adriano Podestà, Giovannella Podestà, Bianca Pomeranzi, Mimmo Porcaro, Luciano Pregnolato, Giovanni Prezioso, Matilde Provera, Rosa Rinaldi, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, Anna Maria Riviello, Augusto Rocchi, Domenico Ronca, Rossano Rossi, Giancarlo Saccoman, Francesco Saccomanno, Mario Sai, Raffaele K. Salinari, Pier Paolo Salvarani, Ersilia Salvato, Cesare Salvi, Bia Sarasini, Vittorio Sartogo, Francesco Scacciati, Laura Scalia, Maurizio Scarpa, Giacomo Schettini, Patrizia Sentinelli, Luigi Servo, Luisa Severi, Monica Sgherri, Adriano Sgrò, Massimiliano Smeriglio, Tommaso Sodano, Pier Luigi Sorti, Carlo Spagnolo, Giovanni Russo Spena, Claudio Stacchino, Donato Stefanelli, Giuseppe Sunseri, Walter Tacchinardi, Luigi Tamborrino, Salvatore Tassinari, Patrizio Tonon, Massimo Torelli, Aldo Tortorella, Sergio Tosini, Carmela Vella, Bruno Veneziani, Jacopo Venier, Luigi Vinci, Giuseppe Vittonati, Sergio Zampini, Katia Zanotti, Angelo Zola,



 

appello per iniziativa 15 febbraio "Le risposte della sinistra alla crisi"- primi firmatari


Maurizio Acerbo, Vittorio Agnoletto, Francesco Agresti, Mario Agostinelli, Fabio Amato, Denise Amerini, Alessio Ammannati, Franco Argada, Andrea Bagni, Carlo Baldini, Fulvia Bandoli, Paola Barassi, Imma Barbarossa, Vittorio Bardi, Laura Bennati, Nerina Benuzzi, Enzo Bernardo, Maddalena Berrino, Luciano Berselli, Moreno Biagioni, Maria Luisa Boccia, Ugo Boghetta, Elio Bonfanti, Giacinto Botti, Alberto Bozzi, Massimo Brancato, Augustin Breda, Maurizio Brotini, Antonio Bruno, Roberto Buonamici, Paolo Cacciari, Giovanni Cadioli, Sebastiano Calleri, Maria Campese, Maria Grazia Campus, Elena Canali, Silvio Canapè, Giovanni Capuzzi, Giuseppe Cappella, Giorgio Carnicella, Aldo Carra, Wilma Casavecchia, Sergio Caserta, Antonio Castronovi, Francesca Cavalocchi, Giuseppe Chiarante, Giampiero Ciabotti, Bruno Ceccarelli, Paolo Cento, Clara Centrella, Cesare Chiazza, Stefano Ciccone, Vincenzo Cilia, Paolo Ciofi, Neno Coldagelli, Silvana Dameri, Roberto D'Andrea, Ferruccio Danini, Elettra Deiana, Marinara De Biase, Jose Luis Del Roio, Loredana De Petris, Titti Di Salvo, Piero Di Siena, Angela Di Tommaso, Monica Donini, Erminia Emprin, Giorgio Fabozzi, Stefano Falcinelli, Roberta Fantozzi, Luigi Ferrajoli, Nino Ferraiuolo, Ciccio Ferrara, Riccardo Ferraro, Paola Festari, Pietro Folena, Francesco Fontanelli, Eleonora Forenza, Loredana Fraleone, Francesco Francescaglia, Umberto Franchi, Matteo Gaddi, Rina Gagliardi, Domenico Gallo, Francesco Garibaldo, Aldo Garzia, Rocco Giacomino, Alfonso Gianni, Sergio Giardina, Marco Giatti, Paul Ginsborg, Franco Giordano, Fabio Giovannini, Chiara Giunti, Elena Giusti, Alfiero Grandi, Claudio Grassi, Rita Guglielmetti, Massimo Ilardi, Donatella Ingrill, Renato Kneipp, Beniamino Lami, Jacopo Landi, Antonio Lareno, Rita Lavaggi, Antonio Lavorato, Betty Leone, Piero Leonesio, Carlo Leoni, Orazio Licandro, Mirko Lombardi, Carlo Lucchesi, Merida Madeo, Dora Maffezzoli, Alessandra Maltoni, Angela Mancuso, Ramon Mantovani, Roberto Mapelli, Laura Marchetti, Giulio Martucci, StefanoMaruca, Graziella Mascia, Benedetto Massimo, Ugo Mattei, Gianni Mattioli, Corrado Mauceri, Giorgio Mele, Lidia Menapace, Paolo Menichetti, Antonello Miccoli, Gennaro Migliore, Luciano Mignoli, Giovanni Milano, Pietro Milazzo, Gianni Mininni, Sergio Miramao, Massimo Misiti, Emilio Molinari, Siliano Mollitti, Andrea Montagni, Marco Montemegni, Sandro Morelli, Corrado Morgia, Roberto Mustacchio, Amanda Musco, Gianni Naggi ,Andrea Nardoni, Marisa Nicchi, Nicola Nicolosi, Alfio Nicotra, Luigi Nieri, Franco Ottaviano, Costantino Pacioni, Nadia Pagano, Manuela Palermi, Grazia Paoletti, Gianni Palumbo, Nello Patta, Gianluigi Pegolo, Verio Perna, Franca Peroni, Ciro Pesacane, Anna Picciolini, Elisabetta Piccolotti, Giuseppe Pierino, Francesco Piobbichi, Silvana Pisa, Adriano Podestà, Giovannella Podestà, Bianca Pomeranzi, Mimmo Porcaro, Luciano Pregnolato, Giovanni Prezioso, Matilde Provera, Rosa Rinaldi, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, Anna Maria Riviello, Augusto Rocchi, Domenico Ronca, Rossano Rossi, Giancarlo Saccoman, Francesco Saccomanno, Mario Sai, Raffaele K. Salinari, Pier Paolo Salvarani, Ersilia Salvato, Cesare Salvi, Bia Sarasini, Vittorio Sartogo, Francesco Scacciati, Laura Scalia, Maurizio Scarpa, Giacomo Schettini, Patrizia Sentinelli, Luigi Servo, Luisa Severi, Monica Sgherri, Adriano Sgrò, Massimiliano Smeriglio, Tommaso Sodano, Pier Luigi Sorti, Carlo Spagnolo, Giovanni Russo Spena, Claudio Stacchino, Donato Stefanelli, Giuseppe Sunseri, Walter Tacchinardi, Luigi Tamborrino, Salvatore Tassinari, Patrizio Tonon, Massimo Torelli, Aldo Tortorella, Sergio Tosini, Carmela Vella, Bruno Veneziani, Jacopo Venier, Luigi Vinci, Giuseppe Vittonati, Sergio Zampini, Katia Zanotti, Angelo Zola,

 

Etica e politica- dibattito 29 gennaio

Etica e politica
 
Giovedì 29 gennaio 2008,
ore 21.15
Sms di Rifredi, via Vittorio Emanuele 303, Firenze
 
Intervengono
Sandra Bonsanti
Paul Ginsborg
Enzo Mazzi
 
L'iniziativa e promossa da:
Libertà e Giustizia
Associazione X una Sinistra Unita e Plurale di Firenze

 

Sulle primarie a Firenze

Primarie di partito, primarie di coalizione. Con la raccolta di un tot di firme, senza, con un tot più un tot. Con Cioni o senza Cioni. Turno unico o doppio turno o unico di partito e poi doppio. I contendenti due, quattro, tendenti a infinito. Se no lista civica. Sarebbe quella che abbiamo vissuto in queste settimane la nuova forma della politica?

Noi della associazione per la sinistra unita e plurale la sentiamo forte l'esigenza di trovare modalità diverse della pratica politica e della rappresentanza. Spazi e forme di discorso che diano voce a chi non ce l'ha, non ce l'ha più o non l'ha mai avuta. Donne e uomini, ragazze e ragazzi, che vivono tutti i giorni politicamente la loro esistenza, nelle relazioni che costruiscono nelle scuole e nelle università, nei luoghi di lavoro sempre più precari – ma sono lontani anni luce dai linguaggi e dai rituali della politica istituzionale, divenuta un mondo separato, abitato da un ceto di professionisti addetti ai lavori (o agli affari) così avvitati su se stessi che non si capiscono più nemmeno fra loro.

Nella ricerca di forme nuove del fare politica collettivamente le primarie possono essere uno strumento utile, capace di coinvolgere un'area vasta della cittadinanza oltre le anguste stanze di partito, in un'epoca in cui le appartenenze e le identità sono molto più fluide, incerte, e la comunicazione circola per via elettronica, nelle reti informali e informatiche. Ma allora dovrebbero essere il risultato di una discussione larga su contenuti e progetti – non solo sui nomi; e dovrebbero legarsi a una crescita degli spazi pubblici di confronto e elaborazione, non ridursi all'offerta di un banale prodotto commerciale sugli scaffali soliti della macchina mediatica. Dovrebbero essere insomma un momento di democrazia nuova e partecipata, legata al territorio e a chi lo vive, non un altro incentivo alla personalizzazione della politica e alla passività della delega.

Noi della sinistra unita e plurale avevamo proposto alla sinistra fiorentina un altro percorso di elaborazione dei contenuti, diffuso nei territori attraverso laboratori collettivi; e un altra procedura, partecipata, modello una testa un voto, per prendere le decisioni riguardo le alleanze e la rappresentanza. Abbiamo chiesto ai partiti della sinistra di stare in questo spazio allargato, che era guadagno di senso e di relazioni sociali più ampie. Senza alleanze o chiusure pregiudiziali; senza programmi elaborati da gruppi ristretti, da offrire poi alle masse. Non ci sono più quelle masse. Quello che occorre sono spazi nuovi della vita pubblica, una democrazia all'altezza del disastro provocato dal berlusconismo, dalla precarizzazione della vita, dalla disgregazione sociale.

Queste primarie, con Cioni o senza, con Renzi o senza, non ci riguardano. Non è per nulla una questione di nomi ma di cultura politica e pratiche effettive. Nel dibattito che attraversa il PD la città è il trampolino su cui salire o la base verso cui abbassarsi – non la polis ricca di desideri e competenze da ricostruire come tessuto politico di relazioni sociali.

Noi continueremo a tentare la pratica di un'altra politica, a partire da una svolta radicale di natura etica. La città è di chi la vive e la ama, non di chi la usa (e deturpa)per speculazioni e rendite. Nei prossimi mesi lavoreremo proponendo contenuti e luoghi di confronto per tenere aperta questa possibilità di altre relazioni politiche, unitarie e di sinistra. E siamo aperti a tutti coloro che non hanno perduto la speranza di poter costruire a Firenze esperienze nuove e importanti di vita collettiva. Per i prossimi mesi, e per il futuro. Soprattutto per il futuro.


Associazione per la sinistra unita e plurale di Firenze

 

appuntamenti settimana 19 - 25 gennaio

LUNEDì  19 gennaio ore 21.15 circolo di Porte Nuove RIUNIONE GRUPPO TERRITORIO LABORATORIO

GIOVEDì 22 gennaio ore 21.15 circolo Porte Nuove COMITATO OPERATIVO

 

Appello "Per Firenze, città etica"

PER FIRMARE: vai sul sito: http://firmiamo.it/perfirenzecittaetica

PER FIRENZE, CITTÀ ETICA

Firenze è stata la città del Social Forum, una città aperta e accogliente.
Prima ancora è stata una città cosmopolita capace di sperimentare pratiche
sociali innovative e rispettose delle diversità; una città che si è battuta
per la promozione dei diritti dei suoi cittadini e dei migranti che ha
accolto. Una città capace con la sua storia e con la sua gente di svolgere
una funzione educativa e quindi, poiché l'etica è parte essenziale di ogni
educazione, Firenze è stata una città etica. Noi crediamo che nella sua
anima lo sia ancora.

Lo crediamo nonostante l'immagine che viene fuori dagli ultimi avvenimenti
legati alle vicende della piana di Castello. Può darsi non ci sia niente di
"penalmente rilevante". Può darsi che la creazione di un parco a Castello
non sia la migliore soluzione. Che il "popolo" chieda solo sport, spettacolo
e centri commerciali. Può darsi che sia normale trattare per telefono con
costruttori e proprietari come fossero amici d'infanzia o colleghi d'affari.
Può darsi che si faccia da molto tempo così.

Però non si può continuare in questo modo. Non si può, a meno che non si
voglia definitivamente distruggere una qualunque idea decente di politica:
anche solo l'idea di amministrazione come cura della polis e del bene
collettivo. In queste vicende emerge chiara una filosofia del potere che è
caratterizzata dalla gestione privatistica e clientelare della cosa
pubblica. Può darsi che i profili di illegalità siano evanescenti. I
protagonisti delle intercettazioni che abbiamo letto sembrano peraltro ben
consapevoli di muoversi su un terreno border-line: ai limiti, ma forse non
oltre una formale legalità. Ma il punto è che sono fuori da quella
dimensione etica del fare politica che dovrebbe essere alla base di una
gestione amministrativa trasparente e condivisa della cosa pubblica; lontani
anni luce dall'idea di governare la città nell'interesse della città,
nell'interesse
di coloro che ci vivono oggi e di chi ci vivrà domani.

Si tratta di cambiare radicalmente la grammatica della politica. Occorre un
progetto che riconosca come Firenze sia straordinariamente ricca di
competenze e di relazioni, di creatività, di conoscenze in grado di produrre
pensiero e pratiche di governo. Anche di autorappresentarsi. La forma e la
pratica della democrazia e del governo devono aprirsi alla partecipazione
collettiva, unico vero argine al clientelismo. Occorre imporre la massima
trasparenza dell'amministrazione; garantire la correttezza delle
attribuzioni di incarichi e consulenze sulla base di concorsi e graduatorie
chiare e rigorose; impedire l'accumularsi di attribuzioni, partecipazioni e
doppi incarichi istituzionali e in società private, con poche persone e
tante parti da recitare in commedia. Occorre soprattutto che non sia
possibile permanere a vita in ruoli istituzionali e di partito: che sia
abolito quel professionismo della politica che la fa diventare identità,
potere e reddito, confondendo controllori e controllati.

Chiediamo alla città, al suo corpo sociale, ai suoi cittadini, alle sue
associazioni e alla sua classe politica una reazione, un gesto
d'indignazione
profonda, una volontà di rinascita. La questione etica deve essere il punto
di partenza perché la politica sia portatrice di una proposta alternativa,
perché il rapporto fra istituzioni e città passi attraverso il
coinvolgimento di tutti e tutte, perché la legge ritrovi la sua funzione di
garanzia dei diritti, nella prospettiva del loro allargamento.

Vogliamo ripartire da qui, da Firenze, per proporre una politica nuova, che
sappia incanalare i singoli interessi in interessi comuni. Con nuove regole
di trasparenza, partecipazione e controllo da parte della cittadinanza.

Firenze è un bene comune, di tutti coloro che ci vivono, ci lavorano e la
amano. Chiediamo che torni ad aprirsi ai loro sogni e alla loro umanità.

A chi firmerà questo appello e a coloro che non lo condividono, ma
riconoscono l'importanza in questo momento di un ampio dibattito su questi
temi, proponiamo un appuntamento a gennaio, per discuterne insieme.

Primi firmatari: Andrea Bagni, Mara Baronti, Laura Bennati, Moreno Biagioni,
Antonio Brancasi, Maurizio Brotini, Maria Grazia Campus, Giuliano Capecchi,
Francesca Cavarocchi, Salvatore Cingari, Vezio De Lucia, Maurizio De Zordo,
Tommaso Fattori, Luigi Ferraioli, Mercedes Frias, Domenico Gallo, Paul
Ginsborg, Chiara Giunti, Francesco Indovina, Jacopo Landi, Alessandro
Margara, Miriam Massai, Corrado Mauceri, Enzo Mazzi, Siliano Mollitti,
Cinzia Niccolai, Luisa Petrucci, Anna Picciolini, Graziella Rumer Mori, Ayse
Saracgil, Salvatore Tassinari, Massimo Torelli, Danilo Zolo

Per firmare vai sul sito:  http://firmiamo.it/perfirenzecittaetica

 

ASSEMBLEA DEL 16- rinnovo degli organismi

 
Coordinatori
Andrea Bagni
Laura Bennati
 
Tesoriere
Jacopo Landi
 
COMITATO OPERATIVO:
Confermati ( 16 SU 32 del comitato uscente)
Chiara Giunti
Siliano Mollitti
Andrea Bagni
Moreno Biagioni
Francesca Cavarocchi
Pietro De Anna
Paul Ginsborg
Anna Picciolini
Salvatore Tassinari
Mariagrazia Campus
Monica Sgherri
Miriam Massai
Sebastiano Busia
Sara Nocentini
Anna Nocentini
Massimo Torelli
 
New entry
Filippo Zolesi
Massimo Misiti
Gianfranco Tomassini
Roberto Rossellini
Sandra Carpilari
Lapo Scaffei
Carlo Lucchesi
Paolo Chiappe
Monica Biondi
Susetta Salucci
Marco Santini
Tatiana Schininzi
Laura Bennati
Alessandro Viviani
Lorenzo Bicchi
Jacopo Landi

 

calendario dicembre

GIOVEDì 11 DICEMBRE** ore 21.15  Incontro gruppi del Laboratorio- sede Porte Nuove

VENERDì 12 DICEMBRE** PARTECIPAZIONE MANIFESTAZIONE SCIOPERO GENERALE

MARTEDì 16 DOCEMBRE** ore 21.15 ASSEMBLEA dell'Associazione ( sede da definire)

MERCOLEDì 17 DICEMBRE** ORE 21.15 iniaziativa su Castello- sede circolo Arci Castello

 

in più

VENERDì 19 DICEMBRE** ORE 15.30 incontro gruppo nazionale in preparazione iniziativa " Le risposte della sinistra alla crisi economica"

 

ONDA- INVITO ALLE STORIE- MARTEDì 18 NOVEMBRE

ONDA- INVITO ALLE STORIE

Veniamo da settimane di strade e piazze straordinarie, straordinariamente intense. Scuole e università occupate, vissute anche di notte, attraversate da un conflitto che ha saputo costruire incontri, scambio di esperienze, comunità. Un mare di giovani incollati gli uni agli altri nelle assemblee, nelle lezioni in piazza, nelle manifestazioni. Un fiume largo che non si ferma.

Diciamo la verità, non erano in molti ad aspettarselo. Non era scontato.

Il mondo delle ragazze e dei ragazzi resta un discreto mistero per il resto della società, vive in una specie di sommerso esistenziale, come un iceberg che segue percorsi ai più oscuri - e può però incontrare efficacemente il Titanic... Perché quelle ragazze e quei ragazzi non smettono di cercare; di inventarsi strade e sentieri che non si possono percorrere da soli e chiedono una dimensione relazionale, collettiva. Non era affatto scontato, in questo universo di solitudini competitive e spaventate, nell'epoca delle passioni tristi.

Se ne sono accorti anche gli adulti che in gioco era qualcosa di essenziale, l'energia con cui pensare se stessi fuori dai calcoli delle convenienze del mercato; il desiderio di un altro presente e un altro futuro. Intorno alle scuole e alle università si sono stretti cittadini e genitori che hanno chiesto di partecipare, che hanno cercato di esserci – non come utenti del servizio, piuttosto come membri della società che sente la scuola l'università e il sapere come un bene comune, fondativo della polis.

Neanche questo era scontato.

È stata soprattutto la storia di queste settimane una storia di donne - ragazze e adulte, figlie e madri, insegnanti: di chi sa che fare politica non è apparire a Porta a Porta ma intrecciare fili e tessere tessuti, costruire relazioni a partire da sé, dai propri bisogni e dai propri sogni. È questo forse che ha dato senso e inaugurato un nuovo spazio pubblico, invaso il tempo riservato ad altro, costruito una comunità felicemente conflittuale.

Noi non pagheremo la vostra crisi, è lo slogan di una generazione che si riconosce per contatto e comunità di destino nella grande azienda gelida di miseri servizi a cui si vorrebbero ridurre scuola e università. Ma è anche il discorso che vive nella ripresa del movimento dei lavoratori di questi mesi: in un mondo del lavoro sempre più frammentato e precarizzato, segnato da una crisi di identità, ma anche dalla resistenza che nasce dalla dignità del proprio lavoro, dal sentire messe in gioco le radici stesse della propria esistenza, la storia del movimento operaio, la possibilità di uno sguardo autonomo sulla società. Conflittuale. La data del 12 dicembre può essere davvero quella di uno sciopero generale che non sia solo somma di segmenti separati ma espressione di un orizzonte comune. Per tutto questo pensiamo sia utile creare luoghi di incontro e confronto fra movimenti, organizzazioni, singole e singoli. Momenti di racconto reciproco in uno spazio politico che sia il luogo dove portare per intero la propria esistenza. E da cui ripartire.

La storia di questi mesi e di questi anni è fatta di delusioni e disincanto. Crisi della rappresentanza, crisi della sinistra, frammentazione della società. Però c'è un desiderio che non scompare fra i giovani di libertà nell'invenzione di sé, di relazioni e autorappresentazione. Questa storia ci dice che esistono ancora sorprendenti anticorpi nella società alla deriva berlusconiana; che non tutta la realtà è ridotta a reality. E però questa società davvero civile, tanto da essere immediatamente politica, ha anche forse il problema di ottenere risultati concreti, sia pure parziali. Spostamenti che alimentino di materiale l'immaginario. Non è facile, con questo governo e con questa opposizione; ma non è facile neppure durare nel tempo se non si sposta qualcosa nel mondo dintorno. Il primo passo potrebbe essere ripartire da noi stessi, dalle storie di conflitto. Là dentro, nelle nostre esistenze politiche, nella materialità delle condizioni di vita, potrebbe essere possibile trovare la grammatica profonda di un discorso comune che attraversi le generazioni e il mondo del lavoro. Il filo di un racconto personale e politico dai narratori interni e molteplici. Che comunque non vogliono saperne di pagare la crisi.


Per questo proponiamo a soggetti collettivi e individui, organizzazioni, partiti, comitati e collettivi in lotta, movimenti e onde anomale, di incontrarci martedì 18 novembre alle 21.15 presso il circolo ARCI di via delle porte nuove 33 (zona Porta a Prato)


X SINISTRA UNITA E PLURALE DI FIRENZE

 

Comitato operativo mercoledì 11 novembre

presso il circolo ARCI di via delle porte nuove 33 (zona Porta a Prato) ore 21.15



od.G: elezioni Firenze 2009 e laboratori dell'Associazione

 

comitato operativo mercoledì 8 ottobre

ore 21.15 circolo Arci Porte Nuove

 

a Roma l'11 ottobre

www.11ottobreinpiazza.org

A Firenze si è costituito il comitato Promotore per la Manifestazione " L'opposizione è nelle nostre mani".
La manifestazione di sabato 11 ottobre a Roma è promossa da esponenti della società civile, del mondo della politica, della cultura e del lavoro ed è una manifestazione nazionale unitaria e di sinistra, “per un’altra italia per un’altra politica – l’opposizione è nelle nostre mani”.
All’appello che ha promosso la manifestazione hanno aderito già il PRC  il PDCI, SD ed i Verdi. 
E’ in campo dunque un’iniziativa unitaria che ha l’obbiettivo di costruire un’opposizione efficace e larga alle politiche del governo della destra e l’offensiva sociale di Confindustria. L’attacco che è in corso contro i diritti di chi lavora, la scuola pubblica, l’ambiente e fondamentali libertà democratiche e civili richiede una risposta ferma e tempestiva, che l'attuale minoranza parlamentare non è in grado di svolgere.
 
A Firenze il Comitato promotore fiorentino è costituito dalle seguenti realtà:
Associazione x Sinistra Unita e Plurale, Comitato di Firenze per la Difesa della Costituzione, Comitato di Firenze per la scuola della Repubblica, Comitato Fermiamo la Guerra di Firenze, Giardino dei Ciliegi, Giovani comunisti, PdCI Firenze, Prc Firenze, RSU Università di Firenze, FLC-CGIL Ateneo fiorentino, Statunitensi contro la guerra (Firenze), SD Firenze, Unaltracittà/unaltromondo, Verdi Firenze.
Da Firenze il Comitato è impegnato per l'organizzazione di 8 pullmann, il dato della provincia di Firenze è ad oggi di 15 pullmann.
 
Per le prenotazioni:
Gianfranco 339 3563045, PRC 055 2345771, PDCI (Carlo) 333 9717784, Verdi 055 2760398, Giovani comunisti (Giulia) 347 6230962 (Giacomo) 3382455716, Comitato Fermiamo la Guerra (Riccardo) 335 5246254, Associazione Sinistra unita e plurale (Lapo) 3452148000.
 
Il sito nazionale è: www.11ottobreinpiazza.org
 

 

Settembre 08* Contributo Picciolini-Torelli su Associazione e Elezioni 2009

Il documento è reperibile nella cartella "sinistra unita e plurale"

 

Venerdì 26 settembre- piantato un albero per Abdul, contro tutti i razzismi

UN ALBERO PER ABDUL

 

In molte culture si pianta un albero ad ogni nascita. Vogliamo piantarne uno qui a Firenze per la morte di Abdul William Guibre, perché vogliamo che questa morte segni la rinascita nella nostra città e nel nostro paese della capacità di costruire relazioni fra le persone  “senza distinzione…di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. (art. 3 della Costituzione).

Abdul era un ragazzo che viveva a Milano, figlio di migranti. I suoi genitori gli avevano trasmesso, assieme ai requisiti per essere cittadino italiano, anche un colore della pelle diverso, più scuro di quello dei suoi coetanei. E’ stato quel colore che lo ha reso bersaglio riconoscibile di un’aggressione razzista. E’ stato per quel colore che il sospetto di aver rubato un pacco di biscotti lo ha portato direttamente all’obitorio, ucciso a bastonate. Pochi giorni dopo, 6 migranti di pelle scura sono stati massacrati a Castelvolturno.

Non possiamo continuare a nasconderci dietro la favola secondo la quale siamo “brava gente” e il razzismo è estraneo al nostro comune sentire. Non possiamo nemmeno limitarci a generici “mea culpa”: il razzismo che sta nascendo in mezzo a noi è il frutto congiunto di politiche economiche che alimentano la guerra fra poveri, sostenute da un’informazione che costruisce la paura del diverso, indicandolo come capro espiatorio di tutti i nostri problemi.

Perciò quella che deve rinascere è anche un’opposizione di massa a questo Governo e alle forze che lo sostengono, prima che sia troppo tardi.

 

 

Associazione per una sinistra unita e plurale di Firenze

 

Riunione comitato operativo lunedì 15 settembre

il comitato operativo è fissato per lunedì 15 settembre ore 21.15 al circolo Porte Nuove.
 
bozza O.d.G.
 
-- discussione sul ruolo e l'adesione all'associazione con particolare riferimento alla scadenza amministrativa del 2009 ( più semplicemente "inizio del chiarimento")
-- mobilitazione nazionale 11 ottobre
-- proposte su iniziative locali sulla scuola
 
ciao Massimo e Anna
 

 

LABORATORIO della SINISTRA per Firenze:ripresi i lavori

Il gruppo 1 servizi pubblici al BONCINELLI
LUNEDI' 8 SETTEMBRE : tematiche sulla casa
LUNEDI' 15 SETTEMBRE ( data se possibile da modificare per evitare sovrapposione con il C.O) : tematiche sui servizi pubblici
LUNEDI' 22 SETTEMBRE : tematiche sulla salute
 
Il gruppo 2 Territorio  e Mobilità si riunisce al Progresso
MERCOLEDì 10 SETTEMBRE: strumenti di governo del territorio - piano strutturale
Mercoledì 17 settembre: il piano strutturale ( cosa è previsto)
 
Il Gruppo 3 Cultura e stili di vita presso via Pisana 82/r presso sede Verdi 
martedì 9 settembre alle ore 21
 
Il gruppo 4 INCLUSIONE PACE al 25 aprile
mercoledi 3 settembre alle ore 21
 
Il GRUPPO 5 DEMOCRAZIA-PARTECIPAZIONE-DECENTRAMENTO all'Andreoni
MERCOLEDì 10 SETTEMBRE ORE 21 ALL'ANDREONI

 

12/08/2008 comunicato stampa su applicazione Regolamenti di polizia urbana

Diritti e doveri in città: il nuovo regolamento più repressivo di quello di epoca fascista?
Firenze non può essere la città delle multe e della repressione
.

 

Il bollettino del primo giorno di applicazione del nuovo Regolamento di polizia urbana a Firenze fa il paio con il resoconto del primo giorno in cui i militari sono stati impegnati in servizio di ordine pubblico in diverse città italiane e conferma l’ipotesi che il Comune Firenze non abbia chiesto di poter avere i soldati nelle strade, perché ritiene più che sufficiente il proprio apparato di controllo e repressione. Dopo i granatieri di Sardegna che bloccano uno scippatore (usando certamente al meglio la grande professionalità acquisita nelle missioni di “pace”) adesso abbiamo i Vigili che sequestrano un carrello di giornali da vendere, chissà poi perché, visto che non risulta trattarsi di copie del Male (per chi è più giovane: nota testata satirica degli anni ’70 specializzata nel riprodurre prime pagine dei più importanti quotidiani, con notizie verosimili, ma false).

Come impiego oculato delle pubbliche  risorse, come ottimizzazione dell’efficienza non c’è male!

Ma la cosa più importante è un'altra. La legge non ammette ignoranza – si afferma – ma il legislatore (o chi emana regolamenti e ordinanze) dovrebbe puntare all’efficacia dell’iniziativa politica piuttosto che a far cassa con le multe. L’obiettivo del Comune è che certi comportamenti cessino, non che vengano multati: perché questo accada l’informazione tempestiva è un passaggio necessario.

In questo senso smorzeremmo anche l’entusiasmo per la benevola accoglienza che nei pubblici esercizi è stata riservata a chi voleva usare i loro servizi igienici: in questo caso infatti, l’informazione ai gestori c’è stata, da parte delle associazioni di categoria che contestarono quella norma, ma certamente non c’è stata l’informazione ai clienti, indigeni e stranieri. Quanti saranno stati ieri, oltre ai Vigili dell’annonaria, coloro che hanno chiesto di usare il bagno di un bar?

 

Ma l’ironia non cambia la realtà che abbiamo di fronte.

La raffica di multe porta con sé una domanda: ma il regolamento precedente, di epoca fascista, era forse più tollerante?

 

Questa prima giornata  conferma le ragioni del nostro giudizio negativo: è un regolamento che ha una impostazione autoritaria e repressiva  e che non solo colpisce le fasce più deboli e disagiate (le multe ai mendicanti sono un vero paradosso!), ma che, per la genericità di talune disposizioni, può consentire abusi intollerabili e per taluni aspetti finanche la violazione di diritti costituzionali (come è stata accertato il possesso di materiale contraffatto da parte dei due extracomunitari di cui parla oggi la stampa? attraverso una perquisizione?).

 

i coordinatori Anna Picciolini e Massimo Torelli

Associazione per una sinistra unita e plurale di Firenze

 

4- 5 LUGLIO- DUE GIORNI DI SEMINARIO NAZIONALE

iN PALAZZO VECCHIO IL VENERDì DALLE 15.30 ALLE 20 SABATO 4 DALLE 9.30 ALLE 19

 

LABORATORIO della SINISTRA per Firenze:Prende il via LUNEDI' 30 GIUGNO

LUNEDI' 30 GIUGNO
alle ore 21, presso la Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia

Un LABORATORIO della SINISTRA per Firenze-area metropolitana:
al lavoro per il programma in vista delle elezioni 2009
Prende il via LUNEDI' 30 GIUGNO.
 
In questi anni si è sviluppata in città una varietà di esperienze, iniziative, elaborazioni da cui emerge l’esigenza di un progetto urbano in grado di garantire la qualità sociale ed ambientale, la promozione di processi d’inclusione e di convivenza, la declinazione locale degli impegni, più generali, per la pace, la democrazia, la tutela dei diritti.
Un progetto del genere può nascere solo dall’incontro e dal confronto fra quanti a tali esperienze, iniziative, elaborazioni hanno dato vita, attraverso un percorso partecipativo che permetta di cogliere tutti i contributi possibili, e tramite un rapporto positivo con il tessuto cittadino faccia interagire le diverse energie disponibili.
Perciò riteniamo che sia opportuno dare avvio ad un Laboratorio, articolato tematicamente e territorialmente, punto di riferimento permanente per chi vuole contribuire alla costruzione del progetto (come risulta dal piano di lavoro che vi alleghiamo).
Mettersi a lavorare insieme per verificare/costruire un'idea comune di città, che avrà come primo campo di applicazione la proposta programmatica della sinistra per le elezioni amministrative del 2009.
 
La definizione di un'idea comune di/della sinistra per il governo della città e di regole comuni è il  passaggio fondamentale che insieme vorremmo affrontare. Un laboratorio promosso dall'Associazione x la Sinistra unita e plurale di Firenze che però non sia dell'Associazione, ma di tutte e tutti.

continua

 

Assemblea dell'assocazione- giovedì 5 giugno


L'ASSEMBLEA DELL'ASSOCIAZIONE E' CONFERMATA PER GIOVEDì 5 GIUGNO ORE 21
c/o ARCI - p.zza Ciompi 11
 
 
odg:
 
-- verso il seminario nazionale sulle Forme della politica (Firenze 4 e 5 luglio): il nostro contributo
 
--elezione de* due nuov* portavoce/coordinat* 
 
--apertura del Laboratorio Città/2009: il progetto/ i soggetti/ i tempi / le alleanze

 

Solidarietà umana e politica e Eros Cruccolini

Firenze 3 giugno
COMUNICATO STAMPA
 
L'Associazione per la Sinistra unita e plurale di Firenze esprime tutta la
sua solidarietà umana e politica a Eros Cruccolini, oggetto in questi giorni
di ripetuti attacchi da parte de La Nazione e di esponenti del PD per la sua
partecipazione alla manifestazione dello scorso sabato 31, come libero
cittadino da anni attivamente impegnato a difesa dei diritti dei più deboli,
contro il razzismo e contro i CPT. I toni arroganti e chiaramente
strumentali usati rivelano una concezione pericolosamente autoritaria e
separata dello stesso ruolo politico e amministrativo di cui si vorrebbe
richiamare l'osservanza: quasi che lo stare dalla parte degli esclusi, dei
senza casa, dei migranti "rei" di clandestinità, per ascoltarne innanzitutto
le ragioni fosse un "tradimento" e non invece l'altra faccia necessaria
della rappresentanza da parte di un eletto.

E' inoltre inaccettabile che l'espressione di dissenso su un provvedimento
importante, come quello sui CPT ma anche sulla proposta di regolamento di
Cioni, sia strumentalizzata: l'immagine della coalizione unica all'interno
della quale non si può esprimere dissenso è antidemocratica, come lo è
pensare che chi dissente -su un elemento peraltro in discussione-debba
andare all'opposizione.

Agli esponenti del Pd rivolgiamo un invito: lascino perdere i cartelli su
Cioni ed entrino nel merito della questione

 

VENERDì 23-- INCONTRO GRUPPO NAZIONALE FORME DELLA POLITICA

l'incontro di lavoro del Gruppo di lavoro sulle "
forme della politica e dell'organizzazione" si tiene a Firenze venerdì 23
maggio pomeriggio.
ORE 16-20
L'incontro si tiene presso:Sms di Rifredi, via Vittorio Emanuele 303  ( a
m.100 da piazza Dalmazia). Ci si arriva facilmente in autobus (8 o 14) o
taxi dalla stazione.

Il programma dei lavori
--- ore 16-17 punto organizzativo su logistica, calendario, adesioni
partendo dagli interventi di Associazione del Veneto, Paolo Cacciari, e
Marco Berlinguer
-- ore 17-19 i temi in discussione nel seminario di Venezia di fine giugno.
Sono previsti tre interventi iniziali tematici:
  • " le forme della politica"  Paul Ginsborg,
  • " femminismo e critica del potere" Anna Picciolini,
  • " sinistra e territorio" Marco Revelli
-- ore 19-20 definizione conclusiva programma e inviti..

 

Attivo il forum di discussione per il Laboratorio Firenze 2009

L'indirizzo del collegamento è: http://www.forumsinistra.it/viewforum.php?f=5

 

4- 5 a Firenze: tutti i materiali


gli atti e le registrazioni

raccolta progressiva

 

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Chi siamo

LA  SINISTRA  DELL'UNIONE
Il  bisogno  dell'unità, la difficoltà di realizzarla


Il governo dell'Unione sta muovendo i primi passi.

La strada da percorrere è difficile e impegnativa: si tratta di governare in maniera efficace e condivisa, conquistando la stabilità non con alchimie e formule astruse, bensì dispiegando politiche improntate alla partecipazione, alla solidarietà e alla coesione sociale.

La speranza che si è aperta nel paese è grande: dopo avere battuto le destre e il suo leader Berlusconi, è fondamentale sconfiggere il berlusconismo. Questo è possibile sviluppando il lavoro e la coesione della Sinistra, per caratterizzare l'Unione tutta e sostenere la realizzazione del programma, senza arretramenti né tentennamenti.

L'Unione è animata da nuovi processi aggregativi. Il progetto di Partito Democratico è in formazione. A sinistra è necessario costruire un forte polo unitario che si riconosca nel popolo della pace, dei diritti, della solidarietà, della cittadinanza, dell'ambiente, del lavoro, della scuola. A partire da Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, da sinistra DS e Verdi, e dalle moltissime espressioni della società civile, vogliamo misurarci in una battaglia paziente e tenace per unire le nostre forze.

Noi, donne e uomini attivi nella società toscana, vogliamo contribuire a questo obiettivo, non delegando a nessuno tempi e modalità. A partire dalla Toscana vogliamo sperimentare la costruzione dell'unità a sinistra, senza pretese di egemonia, con la determinazione di dare un contributo significativo al quadro politico nazionale.

Silvia Alessandri, Andrea Bagni, Beppe Bagni, Vania Bagni, Beppe Banchi, Fiammetta Benati, Moreno Biagioni, Duccio Braccaloni, Marco Capecchi, Gianluca Cerrina, Sergio Costalli, Maurizio De Santis, Ornella De Zordo, Maurizio De Zordo, Tommaso Fattori, Luca Fini, Francesca Foti, Francesco Francisci, Anna Carola Freschi, Paolo Gaccione, Giovanni Galanti, Donatella Gavarini, John Gilbert, Paul Ginsborg, Chiara Giunti, Tommaso Grassi,
Carlo Lucchesi, Cristiano Lucchi, Mario Lupi, Alessandro Margaglio, Corrado Mauceri,
Siliano Mollitti, Mario Monforte, Andrea Montagni, Marco Montemagni, Valeria Nardi,
Anna Nocentini, Sara Nocentini, Giancarlo Paba, Roberto Passini, Luca Pettini, Giorgio Pizziolo, Paola Pugliatti, Luca Ragazzo, Mauro Romanelli, Marcello Rossi, Nicola Rotondaro,
Carmen Russo, Ayse Saracgil, Monica Sgherri, Claudio Tamburini, Sandro Targetti,
Massimo Torelli, Giovanni Varrasi, Cristina Volpini, Marta Zanieri